Grazie Eccellenza.

L’Istanza che stiamo analizzando chiede di “pubblicare sul sito internet dell’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi (www.aass.com) un report con cadenza trimestrale, nel quale vengano evidenziati i quantitativi di materiali raccolti in maniera differenziata, suddivisi per zone di gestione, unitamente ad un riepilogo annuale con comparazione dell’andamento rispetto all’anno precedente”.

La raccolta, l’analisi e la pubblicazione dei dati rappresentano un grande esercizio di democrazia in quanto comportano coinvolgimento, comunicazione e responsabilità. Purtroppo sulla fruizione dei dati a San Marino siamo molto indietro, in tanti settori, anche strategici e questo è un grave problema, perché la mancanza informazioni sottrae la possibilità di monitorare l’evoluzione dell’azione svolta; inoltre la mancanza o la non fruibilità dei dati esistenti limita e inficia la programmazione delle attività future.

Nel caso particolare, poter usufruire dei dati sulla raccolta dei rifiuti con il porta a porta è fondamentale per mettere a punto il sistema, che è tuttora in graduale e lenta estensione su tutto il territorio, quindi è ancora in una fase sperimentale e va a maggior ragione monitorato e messo a punto con tempistiche ravvicinate.

La richiesta inoltrata dagli istanti sottolinea, inoltre, come tali dati non siano stati resi disponibili nemmeno all’”Osservatorio per la gestione integrata e sostenibile dei rifiuti” istituito con legge 71 del 2013, proprio per valutare e offrire sollecitazioni utili in merito, tutto ciò in barba all’art. 25 comma 7 della stessa Legge che prevede proprio la fornitura dei dati necessari all’Osservatorio da parte dell’ AASS.

Si parla di gestione “intelligente” dei rifiuti ormai da anni e ancora non ci siamo arrivati! L’applicazione del porta a porta su tutto il territorio della Repubblica forse verrà completata nel 2018, ben oltre il termine stabilito dal Consiglio Grande e Generale che, ricordo era il 31 dicembre 2015.

Reputo necessaria una breve cronistoria.

Dopo anni di lavoro di sensibilizzazione e divulgazione portato avanti dal 2007 con il Coordinamento per l’Agenda 21 a San Marino, nel maggio del 2011 è iniziata la sperimentazione del sistema di raccolta dei rifiuti “porta a porta” nel Castello di Chiesanuova con risultati positivi in poco tempo e oltre le previsioni.

Maggio 2011. Quasi 6 anni fa!

Nel settembre 2012 (un anno e mezzo dopo) è stato avviato il sistema nel Centro storico di Città. Data la complessità della zona, con una presenza forte di negozi turistici, alberghi, ristoranti e servizi di ogni tipo, questo passaggio era cruciale per verificare la fattibilità del porta a porta su tutto il territorio.

Nel marzo 2014 (2 anni dopo) si è ampliato il sistema al Castello di Fiorentino, anche qui con successo.

L’avvio del porta a porta nei Castelli di Faetano e Montegiardino era previsto per l’inizio dell’estate 2014, ma tutto si è fermato.

L’Azienda, a questo punto, ha ritenuto indispensabile avere un piano di gestione complessivo elaborato da una ditta leader del settore; è stato fatto un bando e nel luglio 2014, tra le tre proposte candidate, è stata selezionata quella della ditta torinese “Esper”, stimata e di altissimo livello. L’incarico però è stato firmato all’inizio di gennaio 2015. Anche in questo caso tempi lentissimi. Sei mesi per firmare un contratto!

In realtà simili alla nostra per estensione del territorio e complessità, e cito tra i tanti (sono centinaia i Comuni che in italia hanno adottato il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta) il Comune di Formia, il porta a porta in sei mesi è stato progettato e applicato completamente.

Il progetto Esper concludeva con la necessità di razionalizzare la gestione, suggerendo tra le due ipotesi avanzate da AASS, (3 zone+1 o 5 + 1), di scegliere la prima per contenere l’iniziale aumento di costi, stimato al 29%. AASS ha invece sostenuto di preferire una frammentazione in 5 zone +1 (con un preventivato aumento dei costi del 40%) e per procedere ha chiesto l’autorizzazione della politica.

Ma la politica aveva già indicato l’obiettivo da conseguire ovvero si era già espressa in favore dell’adozione della “strategia rifiuti zero”, come da ODG del Consiglio Grande e Generale del 17 aprile 2014, che indicava di estendere su tutto il territorio il metodo della raccolta domiciliare dei rifiuti porta a porta entro il 2015.

Le modalità tecniche e organizzative per conseguire tale obiettivo spettavano ad AASS e il supporto tecnico e organizzativo di Esper andava in questo senso.

La richiesta di AASS di avere l’avvallo politico ha il significato della ricerca di una sorta di “copertura” per non assumersi le responsabilità, che invece sono proprie del ruolo che i dirigenti ricoprono e dello stipendio che percepiscono.

La richiesta di AASS dell’agosto 2015 sottolineava, inoltre, che l’ampliamento del progetto a tutto il territorio non poteva prescindere dalla realizzazione di un secondo centro di raccolta, complementare a quello di San Giovanni, nella zona del Castello di Serravalle o Domagnano, e dall’approntamento di un’area da dedicare alla valorizzazione della frazione organica mediante maturazione a terra.

La politica è andata avanti, sono stati fatti studi sul territorio e indicate diverse zone con grandi difficoltà. Infine all’inizio del 2016 è stato individuato un terreno dello Stato in zona Ciarulla, ma quando stavano per partire i lavori di sistemazione, la direzione di AASS ha detto che quel terreno non era adeguato e a quel punto ha chiesto di ampliare il centro di San Giovanni. Ma se San Giovanni si poteva ampliare… perché non è stato fatto prima?

Un altro anno perso per nulla!

Di poche settimane fa è la notizia che al centro di San Giovanni dal primo gennaio è stata sospesa l’attività di pesa dei rifiuti differenziati conferiti dai cittadini e non si sa quando il servizio sarà riattivato. L’Azienda interpellata ha risposto che stanno modernizzando il sistema di pesatura, il software e il monitor perché non antiriflesso e in parte danneggiato, ma questo non giustifica la sospensione del servizio. Ci sono poi degli appalti in corso per assegnare il servizio a privati, ma non si sa né se cambieranno le modalità né, appunto, quando verrà riattivato.

Quindi si vogliono esternalizzare tutti i servizi nell’ambito dei rifiuti?

Dopo l’approvazione del piano Esper, quali sono le modalità e tempistiche? Dovrebbe essere tutto chiaro e trasparente e invece si brancola nel buio!

In tutta questa lunga storia, che sembra un po’ quella della tela di Penelope, il sospetto neanche troppo velato è che ci siano interessi controversi dietro la gestione dei rifiuti, che non sembrano sempre coincidere con quelli dello Stato e che in tutti i modi si cerchi di mettere il bastone fra le ruote del cambiamento.

Questo è anche l’esempio di quanto poco sia stata determinante la politica fino ad ora rispetto a una dirigenza che a parole si prodiga per applicare le sue linee, ma nei fatti non lo fa.

La graduale estensione della raccolta p.a.p. a macchia d’olio, cioè procedendo per Castelli contigui, adottata da AASS come miglior sistema applicativo – nonostante le perplessità e le osservazioni esplicitamente enunciate in sede di Osservatorio Rifiuti – al momento è ferma a sole 3 realtà “marginali” in termini di numero di abitanti serviti, con l’aggiunta del Castello di Acquaviva che è partito a fine estate 2016 e sta andando molto bene. Finalmente nelle prossime settimane si aggiungeranno anche Montegiardino, Faetano e la restante parte di Città. Complessivamente quindi la popolazione servita ad aprile 2017 sarà meno del 37%, dopo 6 anni dall’inizio della sperimentazione di Chiesanuova!

Questa lentezza ha inevitabili effetti sui costi. E’ come se facessimo girare per il Territorio un nuovissimo pullman da 50 posti con solamente 18 persone dentro! Lo capisce anche un bambino che il problema non è il pullman, ma il fatto che ci sono solo 18 persone che lo usano. Il sistema per essere conveniente, oltreché efficace, deve funzionare a pieno ritmo, cioè su tutto il territorio e finché così non sarà… avremo un aumento dei costi!

Il risparmio per il porta a porta, che ha costi maggiori del sistema a cassonetti stradali nella fase di raccolta, è nei minori quantitativi trasferiti e consegnati a discariche ed inceneritori. Quindi è sulle quantità. Se ci si limita ad attuare il porta a porta ad ampie superfici di territorio proporzionalmente poco popolate mentre in quelle più densamente popolate si mantiene il sistema a cassonetti stradali, si avranno come conseguenza alti costi di raccolta e alti costi di smaltimento!

Una volta esteso a tutto il territorio, il nuovo sistema permetterà invece una redistribuzione delle risorse economiche che con le raccolte attuali a cassonetto stradale vengono prevalentemente destinate al trattamento e smaltimento tramite soggetti non sammarinesi (circa 150 euro/tonnellata) “seppellite” in discarica prima a Sogliano e ora a Ravenna o “bruciate” nell’inceneritore di Riccione, mentre col porta a porta questi soldi resteranno a San Marino e saranno prevalentemente destinati alle fasi di raccolta, ovvero creando posti di lavoro sammarinesi (si stima un nuovo posto ogni 1.000 abitanti serviti).

Anche le condizioni di miglior favore sul prezzo di vendita della differenziata di qualità stabilite dal CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), oggi sono superate dalle aste del borsino rifiuti alle quali tutti possono partecipare. La settimana scorsa, ad esempio, il ciabattato di pneumatici in disuso andava a 450 € a tonnellata e i sistemi elettrici ed elettronici 300€ a tonnellata.

Il rifiuto, se differenziato bene, non è più considerato tale dal sistema economico evoluto, ma a tutti gli effetti è materia prima/seconda, necessaria per la trasformazione in nuovi oggetti, quindi materiale per imprese di trasformazione che anche a San Marino possono nascere, creando altro lavoro e indotto.

Una volta esteso a tutto il territorio, il nuovo sistema consentirà alla Repubblica di San Marino anche una maggiore autonomia rispetto alla necessità di smaltimento dei suoi rifiuti, non dipendendo più da impianti e gestori esterni che, in qualsiasi momento, possono decidere di chiudere i cancelli o aumentare i prezzi o mettere sotto ricatto la Repubblica.

Questa modalità di gestione dei rifiuti è in linea con il concetto di “economia circolare” a sostegno di una crescita sostenibile, fattore da implementare a livello sistemico e da sviluppare, secondo le indicazioni dell’Unione Europea e dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile.

Il gruppo Sinistra Socialista Democratica è assolutamente d’accordo con questa Istanza, anche perché la conoscenza dei dati favorirà le buone pratiche dei cittadini nel primo gradino del loro impegno, che è quello di ciascuno nella propria casa. Agendo tutti per un obiettivo comune si contribuirà a ricostruire con piccole azioni quotidiane il senso di comunità.

L’Istanza evidenzia anche, purtroppo, un abbassamento del livello di fiducia da parte dei cittadini verso il servizio che gestisce il sistema di raccolta dei rifiuti, ma considerando tutto il tempo passato dalla prima sperimentazione positiva ad oggi…. come dar loro torto?

 

Grazie Eccellenza!