L’Azienda per i Servizi dello Stato ha sempre avuto un ruolo centrale nell’economia del Paese.

Fin dalla sua nascita, nel 1981, si pose il tema della pubblica utilità e della funzione sociale di AASS per la collettività; si creò così un mix tra servizi remunerativi e non. I servizi non remunerativi erano i trasporti pubblici, l’igiene urbana, l’acqua, mentre quelli remunerativi erano, e sono ancora, in particolare energia elettrica e gas.

La logica era che i servizi più remunerativi andassero a compensare quelli meno remunerativi, e così è stato per tutti questi anni, consentendo di mantenere tariffe molto basse rispetto agli effettivi servizi prestati.

Ai servizi iniziali, si è aggiunta negli ultimi anni la posa di cavi in fibra ottica per la fornitura della rete di telefonia ed altri dati per ulteriori servizi, che porteranno l’intero Paese all’avanguardia nel settore.

Questo progetto renderà finalmente lo Stato proprietario delle reti in fibra ottica, riportando le telecomunicazioni in possesso statale, per poi andare verso una assegnazione ai gestori, superando il monopolio ancora esistente, come scritto nei punti del programma di governo della coalizione “adesso.sm”.

L’Azienda ha sempre svolto un ruolo centrale nell’economia del Paese e negli ultimi anni ha incrementato la sua centralità nei servizi, proprio con la rete delle telecomunicazioni.

Le modifiche che andiamo ad apportare allo Statuto di AASS servono per definire meglio l’organo amministrativo, il CDA, e quello di controllo, i Sindaci revisori, le incompatibilità e i requisiti. Inoltre, viene fortemente sottolineato l’aspetto della trasparenza degli atti, che devono essere pubblicati sul sito ufficiale di AASS.

Proprio per l’ampliamento delle competenze di AASS, sarà necessario ridefinire nello Statuto le attività aziendali e ribadire, come sancito nell’art. 67 della Legge di Bilancio 2018, la scelta politica che l’azienda rimanga pubblica e nessun servizio venga privatizzato.

Marina Lazzarini