Vorrei prima di tutto congratularmi con il Segretario Eva Guidi perché non dev’essere semplice assumere l’incarico di Segretario alle Finanze nell’imminenza di una legge di bilancio.

Nella discussione effettuata in quest’aula il mese scorso sulla prima lettura della Legge di bilancio, abbiamo evidenziato come la situazione critica delle casse dello stato e soprattutto del sistema bancario sammarinese, fossero state sottolineate da già da diversi anni nelle relazioni del Fondo Monetario Internazionale e soprattutto nella relazione Quill del 2014.

Questi sono dati oggettivi, ci sono le relazioni e le documentazioni depositate, quindi non sono giudizi di parte.

Il Fondo Monetario Internazionale con il suo intervento ha il compito di garantire la stabilità dell’economia degli Stati. Le missioni di assistenza del FMI sono tante, a volte si concludono con successo e con la piena soddisfazione dei paesi assistiti, altre volte fanno paura, soprattutto dopo l’esperienza greca.

Ecco perché per guidare il gioco bisogna correre avanti.

Occorre agire sulle linee del Piano di Stabilità e il richiamo, anche da parte della Commissione di Controllo della Finanza Pubblica sulla gestione delle risorse dello Stato, ci sottolinea responsabilmente che non è più tempo di procrastinare gli interventi necessari.

I dati sui consumi in territorio hanno registrato una lieve contrazione nel 2017, ma gli investimenti hanno segnato un aumento del 10% e le importazioni sono aumentate del 7%. Il settore Industria che rappresenta il 32% del pil ha tenuto e sta crescendo, nonostante i limiti di un sistema che ancora spesso frena e non aiuta.

Il potenziamento del turismo stanziale ha segnato un incremento del 31% rispetto all’anno precedente.

Il Paese dati alla mano non è allo sbando, sta reagendo con coraggio alla crisi internazionale e interna che ancora attanaglia il mondo occidentale e anche San Marino.

Il principio di necessità è quello di dare equilibrio al bilancio portando i conti in pareggio e per fare questo, come diceva il Segretario Eva Guidi, ognuno deve fare la sua parte.

Ma perché bisogna tendere al pareggio di bilancio?

Secondo accreditati economisti il debito è l’unico strumento rimasto nelle mani degli stati in area euro per favorire lo sviluppo, poiché gli altri due strumenti classici non sono più nella loro disponibilità.

Sto parlando di emissione di moneta, che viene decisa dalla Banca Centrale Europea, e della svalutazione della moneta, che veniva decisa dagli Stati per incentivare le esportazioni.

Il debito, dunque, è l’unico strumento nelle mani degli stati e non è da considerarsi negativo se finalizzato allo sviluppo, agli investimenti nelle opere pubbliche, nelle infrastrutture di un paese, debito però entro certi limiti.

È importante pensare alla strada migliore per l’emissione di titoli di stato, una classe di btp, sottoscritti da Banca Centrale, rivolti ai residenti legati a certificati di credito fiscale, che possono diventare moneta fiscale, la possibile vendita dei titoli all’estero, a sviluppare la nostra moneta interna che è la Smac e utilizzarla di più per pagamenti interni al territorio.

Oggi il pareggio è un requisito importante, prima di tutto perché non è possibile continuare a indebitarci sulla spesa corrente, poi come presupposto per la possibile restituzione del debito, sia quello che già è stato accumulato negli anni, e quello che si prospetta per riportare il sistema bancario in positivo e alla produzione di utile, infine, ma non meno importante, per essere un paese affidabile.

Il bilancio che andremo ad analizzare è frutto di numerosi incontri del governo e della maggioranza con le forze sociali e di categoria e insieme è stato deciso di sospendere l’intervento all’art. 34 sulla spesa relativa al personale pubblico, che quindi rimane aperto alla contrattazione fino al 31 marzo 2019, con l’obiettivo di risparmiare non meno di 2milioni e 600 mila euro.

L’equità è un fattore da tenere sempre in primo piano perché in condizioni di difficoltà per il paese ognuno deve contribuire in base alle proprie capacità, i tagli lineari non sono equi e non rientrano in questa legge.

All’art. 31, proprio con l’obiettivo dell’equità, attraverso un sistema di controlli avanzato e razionale basato sull’incrocio dei dati, sul rafforzamento e formazione del personale, si andranno a rilevare le sacche di evasione fiscale che ancora esistono, come più volte richiesto anche dalle organizzazioni sindacali, con la previsione di un maggiore introito di un milione e 700 mila euro.

I contributi scaturiti dagli incontri di confronto con le organizzazioni di categoria si concretizzano in alcuni emendamenti, uno dei quali istituisce un fondo a sostegno delle iniziative di sviluppo e innovazione in sinergia fra pubblico e privato, proposte dall’Università, da San Marino Innovation e dalle categorie.

Si rinnovano gli impegni per la promozione del settore energetico e riqualificazione energetica degli edifici con l’art. 18, puntando a migliorare le abitazioni dei sammarinesi.

Un emendamento prevede la riduzione dei costi delle partecipate, quali Banca Centrale, del 20% quindi una diminuzione dei trasferimenti da parte dello Stato, e la richiesta di presentare un progetto di riorganizzazione della spesa entro marzo 2019, che contempli l’adozione di contratti di solidarietà per portare le retribuzioni del personale dipendente a quelle del pubblico impiego.

Da sottolineare anche un emendamento aggiuntivo per la facilitazione delle attività economiche per ridurre le procedure, i tempi e i costi per avviare un’attività di impresa e per incrementare i controlli e le sanzioni verso il lavoro nero.

L’approfondito confronto fatto con le forze sociali e di categoria ha prodotto davvero buoni risultati su questa legge di bilancio.

Mi auguro, per il bene del paese, che anche in quest’aula ognuno dia un contributo positivo per migliorarla ulteriormente e avvicinarci ancor di più all’obiettivo, cioè l’equilibrio del bilancio rispettando l’equità sociale.

Infine, vorrei dire due parole su quanto ascoltato ieri sera nella parte finale dell’intervento del consigliere Roberto Ciavatta, quando ha attaccato il consigliere Celli.

I membri dei Parlamenti grazie all’immunità parlamentare non devono rispondere delle loro opinioni e dei voti che esprimono durante l’esercizio delle loro funzioni. Inoltre, se durante un discorso in Aula o altrove come parlamentare offende un avversario politico, non può essere chiamato a rispondere di quell’insulto o di quell’offesa. Bene!

Però non possiamo cadere nella maldicenza, farcita dai “forse, potrebbe, si dice” parole tipiche delle chiacchiere da bar.

Ma qui non siamo al bar e le accuse vanno circonstanziate con prove concrete, altrimenti si usa la diffamazione come strumento per screditare l’avversario politico, instillando, in chi ci ascolta in diretta radio, il dubbio, non supportato però da riscontri oggettivi.

In questo modo si degrada il dibattito politico, da un confronto su idee e progetti a uno scontro tra pregiudizi e illazioni alimentati da parole offensive, che non sono adeguate per quest’aula.

I numerosi richiami delle loro Eccellenze al rispetto e alla moderazione dei toni, delle parole e la commemorazione fatta solo due giorni fa dei 70 anni dalla Dichiarazione dei Diritti Umani ci devono guidare verso un comportamento consono al ruolo che ricopriamo, un ruolo che ci distingue, un ruolo però che dobbiamo sostenere, tutti quanti, con la correttezza e la dignità che richiede.

Marina Lazzarini