L’emendamento 10 bis presentato dai consiglieri Ciavatta, Zeppa e Bucci, chiede al Congresso di Stato di portare in prima lettura entro marzo 2019, un progetto di legge che regolamenti l’uso della marijuana per uso non terapeutico, ma ludico.

Il tema della cannabis è sicuramente interessante, ma va trattato con grande attenzione e soprattutto senza fare di tutta un’erba un fascio, e scusatemi il gioco di parole!

Bisogna distinguere bene, infatti, la cannabis o canapa non psicoattiva, ovvero con una percentuale di THC inferiore allo 0,5%, dalla cannabis psicoattiva, detta volgarmente marijuana, che oltre all’utilizzo ludico, cui questo emendamento si rivolge, ha un utilizzo terapeutico efficace, specialmente per alleviare i problemi conseguenti alla chemioterapia, gli spasmi muscolari, i dolori dell’apparato muscolo scheletrico e malattie importanti che coinvolgono il sistema neuro vegetativo quali il Parkinson; la cannabis terapeutica si sta sempre più evidenziando come protagonista nella ricerca medica verso trattamenti potenzialmente poco costosi (e forse per questo tanto contrastati), efficaci e privi di controindicazioni importanti; molto attiva in questo settore è la ricerca israeliana.

In questo senso la Segretaria di Stato alla Sanità ha elaborato accordi specifici con la vicina Italia, che andranno sicuramente monitorati e ampliati nel tempo.

Quindi abbiamo almeno 3 tipologie di prodotti da cannabis che non vanno confusi, soprattutto per il loro utilizzo.

Questo emendamento non parla di cannabis non psicoattiva con THC inferiore allo 0,5% e nemmeno di cannabis terapeutica.

Questo emendamento parla di marijuana psicoattiva per uso ludico, parla quindi di legalizzarla per uso ricreativo, come accade, ad esempio, in Olanda.

Io non credo che il proibizionismo abbia mai portato a cose buone, in questo caso sicuramente arricchisce la criminalità organizzata; penso che sostanze come il tabacco e l’alcool siano dannose per la salute come e forse anche di più della cannabis psicoattiva, però non sono i “forse” che possono motivare le leggi dello stato, ma le certezze.

Oggi la certezza è che la cannabis con THC inferiore a 0,5% è legale in base a leggi e regolamenti dell’Unione Europea.

In Italia da qualche anno si è aperta la vendita di canapa light non psicoattiva in esercizi e negozi specializzati.

Ce ne sono diversi nella vicina Santarcangelo, ad esempio, e numerosi a Rimini.

Per permettere l’apertura di queste imprese e negozi in Italia si sono riferiti alle leggi sulla canapa del 2/12/2016 n° 242/16, del Ministero della salute del 22 maggio 2009 e al regolamento CE n° 1112/2009.

Tali leggi e regolamenti prevedono che il prodotto sia conforme alla lista delle genetiche coltivabili e provenienti da coltivazioni di Cannabis Sativa Legale, conforme alle prescrizioni ed ai limiti quantitativi previsti dalla legge, cioè THC < 0,5%, con acquisto consentito solo a maggiorenni.

In conclusione, in base a quanto detto, sono contraria all’approvazione di questo emendamento così com’è, sono favorevole alla presentazione di un progetto di legge che non intenda legalizzare la canapa psicoattiva, né legalizzarne l’uso ricreativo, ma sia finalizzata ad allargare anche a San Marino quello che sta accadendo in Italia e che sta portando ad un considerevole aumento di occupazione, imprese e fatturato.

Contemporaneamente, va regolamentata la produzione agricola di canapa light, sia indoor che outdoor, rispettando criteri e percentuali deliberate dalla legge e vanno indicate nuove licenze per la vendita di cannabis con THC sotto lo 0,5%. Grazie Eccellenza.