Grazie Eccellenza.

È doveroso dedicare in questo comma comunicazioni alcune riflessioni circa il risultato della consultazione referendaria, come già in tanti hanno fatto valutando sfumature diverse, fare quindi un’analisi del voto per mettere fuoco, oltre ai risultati, quali siano i messaggi che i cittadini ci hanno voluto trasmettere con il loro voto.

Ringrazio tutti i cittadini che sono andati a votare in questo primo referendum senza quorum. L’aver abolito il quorum ha senso perché l’assenza di quorum deve spingere la cittadinanza a partecipare in massa, a esprimere tutti il loro parere, e quindi ha proprio lo scopo di mobilitare tutte le persone.

Due referendum, uno vinto e uno perso, per la coalizione adesso.sm, due risultati che vanno analizzati attentamente.

Non mi perderò in calcoli matematici e di percentuali, questo lo lascio fare a chi è più esperto di me, io faccio una riflessione complessiva.

Parto dal risultato per cui tutto il paese ha vinto, e cioè la modifica della carta costituzionale votata con la scheda gialla. Il 71,46% dei cittadini che è andato a votare domenica 2 giugno ha deciso per il si alla modifica!

La Repubblica di San Marino, grazie a questo voto, sarà l’undicesimo paese al mondo a sancire nella propria carta costituzionale l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, a prescindere dall’orientamento sessuale.

Questa modifica va a completare il quadro normativo a seguito della legge approvata sulle unioni civili nel novembre 2018.

Riconoscere pari dignità a tutte le relazioni affettive, costruire una evoluzione culturale inclusiva dei Diritti umani e civili per tutti, è una conquista di civiltà e sono veramente soddisfatta per questo risultato.

Il quesito sulla scheda azzurra, quello che chiedeva di modificare la nostra legge elettorale, è stato invece perso dalla coalizione adesso.sm, che ha sostenuto con forza la legge elettorale vigente, legge studiata con molta attenzione e presa a modello da diversi stati.

Il quesito sulla modifica della legge elettorale è stato perso con una percentuale di 40 contro 60, quindi una sconfitta di misura, ma comunque sempre una sconfitta.

Purtroppo è stato un quesito molto strumentalizzato politicamente, fin dalla raccolta firme nell’estate scorsa, raccolta nella quale veniva detto ai cittadini “Firmate per mandare a casa il governo” e con questa strumentalizzazione menzognera le cose sono andate avanti, anche per tutta la campagna referendaria.

Era anche il primo referendum senza quorum, ma l’affluenza ai seggi non è aumentata rispetto ai precedenti referendum, anzi al contrario è un po’ calata, siamo arrivati solamente al 41,97%. Meno della metà degli aventi diritto sono andati a votare.

Di questo 41,97% della popolazione, il 60,58% ha votato si e il 39,42 ha votato no.

Il dato rilevante è che il plebiscito contro il governo non c’è stato, e nemmeno la spallata, per cui hanno lavorato tanto e con entusiasmo le opposizioni.

Faremo la modifica alla legge elettorale come richiesto dai cittadini con l’approvazione del quesito nella scheda azzurra: i cittadini dalla prossima tornata elettorale saranno chiamati a scegliere la forza politica e il candidato con la preferenza. Per il resto, coalizione e programma di governo, i cittadini hanno scelto di non scegliere, cioè di delegare ai partiti questi fondamentali compiti.

Una riforma che, come chiesto dai cittadini, riporta la centralità ai corpi intermedi, quindi ai partiti, che devono essere all’altezza e, se necessario, rinforzarsi e organizzarsi in modo più strutturato. Le formazioni politiche liquide, che tanto andavano di moda qualche anno fa, in questo modo vengono superate.

Le formazioni politiche si presenteranno alle elezioni a mani libere, senza coalizioni, perché pur potendosi costituire, non converrà a nessuno accordarsi prima, e soprattutto si presenteranno con un programma elettorale che sin dall’inizio si sa che non sarà quello definitivo, ma dovrà essere rimaneggiato in base agli apparentamenti dopo il primo turno. Addirittura c’è chi ha detto in campagna referendaria che il programma sarà quello del partito che ottiene più voti, quindi i partiti che si coalizzeranno dopo il primo turno con un partito che ha ottenuto più voti dovrà adeguarsi al programma del vincitore, e potrà solo portare acqua a quel programma, rinnegando il proprio. Questa prospettiva non è esaltante per me e non lo dico per ritorsione, come ha prima fatto intendere il consigliere Tonnini, ma è una affermazione fatta dal presidente del comitato promotore in una registrazione a RTV.

È finito il tempo dei partiti liquidi, è necessario che i partiti siano organizzati, stabili e concreti, con tutti gli organismi operativi e partecipati.

Come persona che dedica alla politica qualche anno della propria vita, mi adeguerò a questo risultato, come si adeguerà il mio partito, ma come cittadina mi sento derubata dei diritti di scelta che avevo prima e non posso che essere amareggiata dal fatto di non avere più i diritti di scelta che avevo con la legge del 2007, una legge che era nata per un sistema politico più maturo, un sistema maturo che evidentemente ancora a San Marino non c’è!

Il risultato del quesito nella scheda azzurra, in questo primo referendum senza quorum, strumentalizzato da slogan contro il governo e la maggioranza, farciti di odio e offese, slogan pieni di bugie urlate per non far capire il vero senso del quesito, è una sconfitta di misura che ci lancia un messaggio chiaro: andate avanti, ma decidetevi a condividere con il paese le riforme di cui San Marino ha bisogno e approvatele.

Per quanto riguarda l’argomento del giorno, cioè la notizia sui quotidiani, sono pienamente convinta che a San Marino un provvedimento di bail inn non si farà mai, non è sostenibile e non è assolutamente utile al sistema bancario di questo piccolo paese.