Ieri è stata la giornata dedicata al 70° anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani.

il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamava a Parigi la Dichiarazione universale dei diritti umani.

Il primo articolo va imparato a memoria e vissuto ogni giorno, specialmente da parte di chi si impegna nella vita politica di un paese.

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

La Dichiarazione dei diritti umani è un traguardo dell’umanità intera, da celebrare nel suo 70° anno con la chiara consapevolezza che la realtà quotidiana che viviamo e ascoltiamo nei mezzi di comunicazione, ci riporta un mondo che è ben lontano ancora dalla realizzazione del contenuto di questo documento fondamentale.

Il fenomeno delle grandi migrazioni sta destabilizzando l’occidente, la globalizzazione dei mercati non riconoscere i valori della vita delle persone e del loro lavoro come prioritari rispetto al guadagno, il neo liberismo e il capitalismo globale hanno ridotto le conquiste sociali e riportato oggi prepotentemente le disuguaglianze a livelli molto pericolosi, perché la ricchezza mondiale è concentrata nelle mani di pochi, i popoli sono sempre più impoveriti e le nazioni in difficoltà economiche.

I diritti delle donne e delle bambine sono da settant’anni una parte inalienabile, integrante e indivisibile dei diritti umani universali. La piena ed eguale partecipazione delle donne alla vita politica, civile, economica, sociale e culturale a livello nazionale, internazionale e lo sradicamento di ogni forma di discriminazione sessuale restano ancora obiettivi da raggiungere.

Se le cause e le conseguenze variano da paese a paese, la discriminazione nei confronti delle donne è comunque largamente diffusa, ed è perpetuata dalla sopravvivenza di stereotipi e tradizioni che sono contro le donne stesse.

Proprio oggi pomeriggio nell’incontro dell’Ufficio di Presidenza ho dovuto subire l’ennesimo atteggiamento maschilista di un Consigliere che si reputa superiore, in quanto uomo, e ripropone lo stereotipo della donna relegata come unica sua possibile attività ai lavori casalinghi, a fare la calzetta, come dice lui, evidenziando quanto ancora la discriminazione sia forte, persino fra i parlamentari in quest’aula.

Le parole sono importanti, come diceva il regista Nanni Moretti, le parole rivelano la mentalità delle persone e possono limitare o favorire l’acquisizione dei diritti umani per tutti.

Concludo, invitando tutti i Consiglieri ad andare a rileggere la Dichiarazione dei Diritti Umani e farne tesoro, perché il nostro incarico deve essere sostenuto da una consapevolezza forte e da comportamenti adeguati, in ogni circostanza.

Grazie Eccellenza

Marina Lazzarini