Come oramai appare evidente, oggi vige incontrastato nella società un forte sentimento di paura. Una paura dovuta, principalmente, al momento di crisi economica che stiamo vivendo. E da qui, non possiamo nasconderlo, deriva anche una certa difficoltà che la politica ha nel comunicare con la Cittadinanza. Chiaramente faccio riferimento alla Politica Responsabile, quella con la “P” maiuscola, quella che pone le questioni nel tentativo di risolverle attraverso il proponimento di possibili soluzioni, quella che affronta i problemi a differenza di chi, invece, li rifugge attraverso manifestazioni di demagogia, preferendo dunque urlare, accusare o, addirittura insultare senza mai essere propositiva e costruttiva,  con il solo intento di crearsi il proprio facile consenso.

Consenso che, inevitabilmente, rimarrà fine a se stesso perché, chi oggi ne beneficia,  non sarà mai in grado di giungere ad alcuna soluzione utile per il Paese. Un modo di far politica (sempre se vogliamo chiamarla politica) intellettualmente disonesto e assolutamente irresponsabile di chi gioca allo sfascio totale del Paese.

Consentitemi: un metodo fascista e sfascista, di chi è volto a perseguire vantaggi immediati, senza mai preoccuparsi delle gravi conseguenze che questo proprio atteggiamento può far ricadere sulla collettività.

Trovo molto pericoloso che oggi ci sia chi non esita a speculare sulla paura delle persone. La paura, benché talvolta giustificata, è un sentimento subdolo, che porta le persone a chiudersi sempre più in se stesse, a innalzare muri, a isolarsi, a non ascoltare ragioni.

Ed è questo il terribile clima nel quale, generalmente, trovano le proprie fondamenta il peggio che possono esprimere una certa destra e il conservatorismo, con il risultato ultimo che intolleranza e odio finiscono col governare la vita delle persone.

E questo, parliamoci chiaro, è un pericolo che oggi si esplicita certamente a livello internazionale, ma purtroppo anche nella nostra piccola Repubblica.

A tal proposito vorrei citare il pensiero di una grande donna e scrittrice, Dacia Maraini: “È sempre importante impegnarsi in una resistenza di tipo culturale e sono convinta che alla fine questa vincerà su chi vuole che la realtà  si fermi. Ci possono essere periodi bui in cui una società prende paura e questo la porta a essere intollerante nei confronti di tutto e tutti quelli che sembrano strani, diversi. Il pericolo, ripeto, viene da movimenti reazionari, di chi vuol tornare indietro, di chi mette in campo l’intolleranza religiosa o morale legato com’è alla tradizione. Alla fine però perderanno, anche se nel frattempo i conflitti possono portare  danni alle persone più deboli socialmente…”

Ma oggi, lasciatemelo dire, sono assolutamente soddisfatto perché il cambiamento prevale su ogni sorta di paura.

Il provvedimento di legge che ci stiamo accingendo ad approvare, va a regolamentare l’istituto delle Unioni Civili, riconoscendo quindi tutele, diritti e doveri a tutte quelle coppie, sia omosessuali che eterosessuali, le quali, decidono di convivere stabilmente, a prescindere dall’istituto del matrimonio. Chiaramente, si tratta di una esigenza espressa in particolar modo dalle coppie omosessuali. Una relazione è fondata sul sentimento, sulle affettività e non ci sono regole o principi che possono andare contro questa realtà.  Ed io ritengo che compiere un passo in avanti così importante, non possa che inserire fondamentali elementi di coesione e cultura sociale.   Il segno di una società che cambia e si conforma alle giuste esigenze dei propri cittadini.

In conclusione, desidero ringraziare sentitamente il Comitato Promotore di questa legge di iniziativa popolare, nonché tutta quella Cittadinanza che lo ha fortemente sostenuto, consentendoci di arrivare oggi a questo importante e storico risultato per la Repubblica di San Marino.

E consentitemi, anche se oggi sembra essere un peccato perfino attaccare le cosiddetta bandierina, di rendere merito a questa Maggioranza. Da SSD a RF a C10,  le cui delegazioni di ciascuna di queste forze politiche si sono impegnate seriamente in numerosi incontri con il Comitato promotore di questa legge e non solo, consentendo così il raggiungimento finale di tale obiettivo.

Frutto quindi di quella Politica con la “P” maiuscola di cui ho parlato prima; di un atteggiamento costruttivo, propositivo e responsabile di Adesso.sm.