Parlare di conti pubblici, non c’è alcun dubbio, significa parlare di un argomento molto critico e delicato, e se lo è in generale, a San Marino, consentitemi, lo è sicuramente in misura sensibilmente maggiore.

Il nostro Segretario di Stato alle Finanze, Simone Celli, ci ha fatto una fotografia molto precisa di quello che è lo stato attuale dei conti pubblici di San Marino. E lo ha fatto pubblicamente. Ora la cittadinanza Sammarinese ha potuto conoscere le vere cifre che delineano la situazione attuale dei conti pubblici.

E questo per un motivo molto semplice: lo avevamo detto in campagna elettorale; che la nostra sarebbe stata una gestione trasparente e condivisa con tutta la Cittadinanza. Così si manifesta il nuovo metodo messo in campo dalla coalizione Adesso.sm, che non è un metodo fine a se stesso, ma è un metodo che, ne sono certo, porterà la Cittadinanza a quel livello di consapevolezza in grado di fornire a questo CGG, tutto, e a questo Congresso di Stato, la chiave di volta, in grado di far uscire San Marino dalla complicatissima situazione nella quale si trova.

Perché secondo me una cosa è certa, se ci vogliamo salvare, se vogliamo salvare San Marino, qui c’è bisogno della collaborazione di tutti; ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità e dare il proprio contributo, noi tutti che siamo in quest’aula e tutta la Cittadinanza.

Se oggi il nostro Paese si trova in questa situazione non è certamente il frutto di un caso; e non basta nemmeno giustificarlo con la crisi economica che si sta verificando a livello globale dal 2008 ad oggi. Perché lo sappiamo tutti, che la crisi di San Marino ha una sua origine ben specifica ed è l’implosione di quel sistema, definiamolo economico, che dagli anni ottanta/novanta in poi, una certa classe politica e dirigente ha messo in campo.

Certamente in quegli anni, di soldi ce n’erano veramente tanti; c’erano soldi per tutti, o meglio, per quasi tutti. Fiumi di denaro per alcuni, moltissimi soldi per altri, molti per altri ancora, e comunque un lavoro o, anche solo uno stipendio, non lo si negava a nessuno.

I soldi erano veramente tanti, come tanti erano coloro che non si facevano alcuna domanda su quale fosse l’origine di quei soldi.  C’erano così tanti soldi che le banche ne erano strapiene, così tanti soldi che banche e finanziarie crescevano come i funghi, così tanti soldi che alcuni si sono atteggiati a grandi statisti ed economisti, e forse erano qualcos’altro; così tanti soldi che ci eravamo messi in testa di diventare una grande piazza finanziaria. E in un certo senso lo siamo anche stati. Solo che era nel senso sbagliato, purtroppo!

Probabilmente, non eravamo solo una grande piazza finanziaria, probabilmente eravamo un vero e proprio un paradiso. Il paradiso dei furbi, il paradiso dei truffatori, degli speculatori edilizi, dei mafiosi e dei camorristi. Diciamolo, in quegli anni lì non ci mancava assolutamente niente.

Perché allora farsi certe domande?

Ma poi come tutte le belle cose, anche le favole finiscono. E nel caso di San Marino non c’è stato nemmeno il classico lieto fine, ma solo un brusco risveglio. Un brusco risveglio che però ci ha portato la ragione, e allora, abbiamo iniziato a capire.

Abbiamo capito molte cose, abbiamo capito perché ad un certo punto ci eravamo trovati la finanza italiana ai confini; abbiamo capito perché c’erano banche e finanziarie ovunque; abbiamo capito il motivo dello scudo fiscale e anche della black list; abbiamo capito perché ammirando l’orizzonte c’erano gru a perdita d’occhio; case, palazzi, centri commerciali e capannoni industriali; il tutto con relativi prezzi alle stelle.

Oggi, qualcuno dice purtroppo, io dico per fortuna, tutto questo non c’è più. Ma purtroppo, stavolta lo dico anche io, c’è rimasto solo il prezzo da pagare e il conto è il più salato che potessimo aspettarci.

Detto tutto ciò, quindi vi chiedo per favore di perdonarmi se, talvolta, mi viene un poco da sorridere, quando sento arrivare, da certi settori della attuale minoranza, accese osservazioni e critiche sull’operato dell’attuale esecutivo e della sua maggioranza. E parlo chiaramente di coloro che in quegli anni di cui sopra erano saldamente al comando.

Concludo. Non entro nei dettagli tecnici, perché a tal proposito è già stato chiaro il Segretario Simone Celli, qui nessuno vuole fare allarmismo, ma certamente, come ho già detto in premessa, adesso con la giusta consapevolezza della situazione in cui ci troviamo, è necessario il contributo di tutti, sia in questa aula che fuori di qui.

La maggioranza e questo esecutivo sono pronti e determinati a portare avanti i cambiamenti necessari, e se ciò sarà possibile farlo con il contributo anche della minoranza o di parte di essa, sarà questo certamente un elemento positivo.

 

Fabrizio Francioni

Consigliere di SSD