Grazie Eccellenze

Gentili Consiglieri

Come ho già avuto modo di affermare in alcuni miei interventi precedenti, ritengo che la legge elettorale attualmente in vigore ma che ci stiamo per lasciare alle spalle, è certamente una buona legge elettorale. Seppure, e questo nessuno lo ha mai negato, perfettibile in alcuni suoi passaggi. Sarebbero potute bastare alcune correzioni per riuscire a eliminare determinate criticità che effettivamente presenta.

Purtroppo in un contesto politico e sociale, quello attuale, certamente non facile per tutta una serie di motivi che più avanti tenterò di descrivere, si è giunti a dover dibattere di una nuova legge elettorale che, a parer mio, nasce in un clima non adatto per discutere tra le parti in maniera serena e costruttiva come richiederebbe un argomento così delicato e importante per il Paese.

Perché parlo di un contesto politico e sociale non facile?

Ma perché è evidente come in questo momento ci sia una crisi di rapporti e quindi di dialogo generale, nelle istituzioni e tra le istituzioni, nella politica e nel Paese, con e tra le parti sociali. Per questo motivo mi chiedo come sia possibile pensare, in un determinato contesto, di intavolare un dialogo sereno e costruttivo su un argomento che riguarda strettamente la vita politica e sociale di un Paese.

Certamente mi auguro di essere smentito, mi auguro che il tavolo istituzionale che è stato aperto proprio sulla elaborazione di una nuova legge elettorale, dia il risultato sperato. Il migliore per il bene del Paese. Ma, e qui esprimo una mia opinione, strettamente personale, ci credo molto poco. Perché sarà, se ci sarà, il frutto di una forte mediazione, o meglio, di grandi compromessi tra parti che in questo momento sono molto distanti. E la conseguenza sarà un ulteriore distanziamento della Cittadinanza dalle decisioni della Politica.

Ripeto! Mi auguro di essere smentito dai fatti. Ma queste sono, al momento, le mie sensazioni.

Come si è giunti alla situazione attuale? Ritengo che ciascuno debba assumersi la propria quota parte di responsabilità, sia in maggioranza sia in opposizione. Perché errori di diversi tipi sono stati commessi da una parte e dall’altra, e ciò ha generato un clima difficile nel quale lavorare.

Ma qui vorrei un attimo allargare il mio discorso a qualcosa di più ampio respiro. Perché la crisi della Politica e delle Istituzioni che essa rappresenta, bisogna dirlo, non è un fatto solo sammarinese, bensì, come possiamo constatare, è un fenomeno assai diffuso anche a livello internazionale. Sono anni, forse decenni, che si parla di crisi dei partiti tradizionali, non per niente c’è stata la nascita dei cosiddetti movimenti civici. A San Marino come in moltissimi altri Paesi nel mondo. E questo perché? Semplicemente perché la politica non è più capace, da tempo, di trovare una via di dialogo costruttiva con la cittadinanza che rappresenta nelle sedi istituzionali. E di conseguenza il popolo non si sente adeguatamente rappresentato a prescindere, consentitemi, da qualsiasi legge elettorale.

Quindi, tornando a noi, al nostro Paese, alla nostra società, non è certamente una nuova legge elettorale che risolverà i problemi che ci affliggono. Le leve da andare a toccare, e lo sappiamo benissimo, sono altre. La Politica ha la responsabilità di guidare un Paese, e per farlo nel modo migliore, deve acquisire una maggiore autorevolezza e credibilità. Facile a dirlo, sono assolutamente d’accordo con chi in questo momento lo sta pensando, meno ad attuarlo.

Come può la politica diventare autorevole e, quindi, credibile? Bella domanda, qualcuno potrebbe dire. E posso capire lo scetticismo di molti. Io posso provare a dire la mia. Provare a dare un piccolo suggerimento a chi ha voglia sincera di ascoltare. La mia risposta è: “facendo le cose più semplici e trasparenti”.

Cosa voglio dire. Noi viviamo in un piccolo Paese e credo che questa sia, per molti versi, una peculiarità che ci può aiutare nell’individuare quelle distorsioni che ci hanno portato alla situazione attuale. Si tratta quindi di un vantaggio che abbiamo e che dovremmo esser capaci di sfruttare. Sapere quale è stata l’origine dei nostri mali. Sapere da dove tutto è partito. Sapere chi sono stati i grandi manovratori. Quali sono stati gli interessi specifici (quindi non del Paese) portati avanti da determinate lobby di potere, a favore di chi e in sfavore di chi.

Per tutto ciò, oggi, la cittadinanza si sente tradita. Probabilmente anche perché nessuno sta pagando per i danni fatti nei vari settori del Paese, economici e sociali. Io per primo, che come moltissimi altri, ho sempre lavorato onestamente, ho sempre pagato le tasse ed ho sempre vissuto con semplicità del mio lavoro. Facendo talvolta dei sacrifici per non offendere il bilancio familiare. Anche io mi sento tradito, preso in giro, in un Paese dove nessuno paga per gli errori, chiamiamoli così, commessi.

E allora è qui che la Politica deve avere il coraggio e la dignità di agire, con la dovuta decisione, assumendosi le proprie responsabilità, perché è così che può riacquisire credibilità, facendo le cose giuste, prendendo apertamente le distanze da ogni tipo di interesse specifico e di parte. Tutto il resto sono chiacchiere! E mi rivolgo a tutta la politica, questo non è un discorso di maggioranza o opposizione, e lo sappiamo benissimo tutti in questa aula. Perché ogni giorno che passa senza imboccare la giusta direzione è un giorno perso, perché ogni azione fatta in un’altra direzione è un’azione inutile o addirittura dannosa per tutto il Paese.

E i danni fino ad oggi li hanno pagati sempre e solo gli stessi. Le persone oneste. Questo non è accettabile.

Vado alle conclusioni e dico che va benissimo il tavolo istituzionale, è certamente un segnale positivo che tutte le forze politiche presenti in Consiglio si siano sedute insieme allo stesso tavolo. Perché ogni segnale che va in questo senso è certamente un segnale positivo.

Ma ribadisco, non sarà una nuova legge elettorale a salvare il Paese da determinate gabbie e reti che lo bloccano su ogni fronte.

Fabrizio Francioni