Eccellenze e colleghi Consiglieri,

l’istanza d’Arengo chiede l’abolizione del sabato dal calendario scolastico di tutte le scuole sammarinesi. E’ da tempo che ci si confronta tra genitori all’interno della scuola– nel mio caso all’interno delle scuole elementari ma anche in scuole di altro ordine – su questo tema. In Europa da tempo non si va più a scuola il sabato, tranne che in qualche caso isolato, pur avendo una modulazione annua differente. Ma anche in Italia, dove la durata annua della scuola rispecchia quella sammarinese (metà settembre – giugno) le recenti riforme scolastiche hanno dato la possibilità ad ogni plesso, sentiti i genitori, di organizzare la settimana su 5 o 6 giorni e sono molte le scuole che da qualche anno si stanno rivolgendo con modelli più o meno sperimentali verso la settimana corta, per i vari e validi motivi che andrò schematicamente qui ad elencare.

Prima di addentrarmi nel dettaglio delle motivazioni a sostegno della settimana scolastica corta ritengo doverosa una premessa: la riorganizzazione scolastica su 5 giornate non deve, RIPETO NON DEVE essere accompagnata dalla riduzione delle ore di lezione impartite, così da salvaguardare nel contempo il lavoro degli insegnanti; si ritratta unicamente di rimodulare le modalità attraverso le quali vengono impartite le lezioni; le due esigenze possono CONVIVERE individuando un valido e nuovo modello organizzativo  attraverso il quale approdare alla settimana corta, magari avviando delle classi sperimentali in tal senso.

 

  1. Il motivo GENERALE alla base della settimana corta, ovvero con frequenza scolastica su 5 giorni, scaturisce dalla NUOVA GESTIONE DEL TEMPO in ambito sociale e familiare. Le abitudini e l’organizzazione del tempo negli ultimi 50 anni sono andati lentamente ma progressivamente cambiando (in Italia si approdò al sabato mattina nel 1937 mi pare di aver letto). L’attuale orario con cui si organizza l’offerta didattica delle scuole medie e secondarie superiori fu quindi adottato in un periodo in cui l’organizzazione del tempo del lavoro e delle famiglie era sensibilmente diverso e pertanto rispondeva ad esigenze differenti. Oggi il nucleo familiare e le sue abitudini sono cambiate ed è importante che anche la scuola dia risposte adeguate in termini di organizzazione del tempo.
  2. Spesso entrambi i genitori lavorano l’intera giornata dal lunedì al venerdì e il we rappresenta unica occasione per stare assieme. Questa esigenza è tanto più sentita quanto più i genitori sono ad esempio separato oppure quando un genitore lavora fuori San Marino. Da questo punto di vista, adeguare il tempo della scuola al tempo del lavoro delle famiglie darebbe veramente la possibilità di migliorare da tutti i punti di vista la relazione tra genitori e ragazzi.
  3. Inoltre oggi i ragazzi, per fortuna, dopo l’impegno scolastico sono stimolati da una serie di attività extrascolastiche importantissime per la loro crescita formativa. Mi riferisco alle attività sportive, alla scuola di musica, alle moltissime attività presso associazioni di vario tipo per fortuna molto diffuse nella nostra realtà e che da tempo soffrono moltissimo l’assenza dei giovani; da questo punto di vista il fine settimana con l’attuale organizzazione scolastica si configura come pausa molto corta in cui il ragazzo ha molto spesso solo il tempo di svolgere i compiti per il lunedì con scarse possibilità di riposarsi in modo adeguato, soprattutto se svolge altre attività e di vivere esperienze condivise con la famiglia.

 

Non intendo fare proposte sul tipo di articolazione scolastica che si potrebbe adottare sui 5 giorni perché ogni paese in Europa adotta numero di lezioni settimanali e durata delle lezioni differente in base alle proprie esigenze formative e organizzative. Qui i tecnici esperti in materia potrebbero ipotizzare delle proposte, per esempio: aggiungere un’ora a quelle dal lunedì al venerdì accorciando la durata delle ore di insegnamento e modificando l’orario; ad esempio pensare ad un rientro pomeridiano, oppure aggiungere qualche giorno all’inizio e alla fine della scuola. Lascio a chi ha specifiche competenze la ricerca della migliore articolazione in materia. Ribadisco si possono provare dei modelli sperimentali che possono essere aggiustati progressivamente. Il tutto salvaguardando, come ho già evidenziato in premessa, le ore degli insegnanti e i loro posti di lavoro. Il mutamento del modello scolastico non deve assolutamente essere occasione neppure indiretta di risparmio in questo senso.

RISPARMI TRASPORTO ECC.

Riepilogando:

  • le esigenze e il modello familiare sono cambiate profondamente negli ultimi decenni;
  • la settimana corta è un sistema già attivo in tutta Europa, che funziona senza problemi; d’altra parte è attivo a San Marino nella scuola elementare dagli anni ‘70 anche in questo caso senza difficoltà;
  • la maggior parte delle scuole in Italia dopo le recenti riforme si sta rivolgendo alla settimana corta;

il tutto per ribadire che i tempi sono maturi per avviare senza timori questo cambiamento.

Non essendo possibile realizzare il progetto nei tempi stretti previsti dall’istanza d’arengo si ritiene di respingere l’istanza d’arengo e approvare un ordine del giorno condiviso che dia la possibilità di analizzare in modo approfondito le modalità di realizzazione della settimana corta.