INTERVENTO, IN COMMA COMUNICAZIONI NELLA SEDUTA CONSILIARE DEL 04 GIUGNO 2019, DEL SEGR. AL TERRITORIO, AMBIENTE E TURISMO AUGUSTO MICHELOTTI SUL RISULTATO REFERENDARIO

Cos’è un referendum? La risposta è facile, è la forma di democrazia partecipata più diretta e più semplice.

Un quesito, una domanda (se possibile la più semplice che si possa presentare), chiara, non equivoca a cui rispondere con un si o con un no. L’unico difetto è che spesso si chiede di votare no per dire si e viceversa; questo è l’unico neo di certi quesiti del passato, ma questo è un peccato veniale. La cosa che invece non si fa mai è quello che è stato fatto con l’ultimo referendum: votate si per mandare a casa questo governo, votate si per salvare le vostre pensioni, votate si altrimenti quest’estate non potrete andare al mare, ecc., ecc. Ma il referendum non era sulla modifica della legge elettorale? Che vittoria può essere quella in cui si chiede un plebiscito contro il governo, una valanga di voti contro il governo, la valanga non c’è stata e adesso, scusate, ma mi viene il dubbio che se la campagna referendaria fosse stata corretta e leale e mirata solo sul quesito proposto, come avrebbe dovuto essere, forse il risultato sarebbe stato diverso. Ma noi non abbiamo una commissione etica e morale sui comportamenti scorretti in campagna elettorale o referendaria e questi metodi lasciano pensare. Perché dare informazioni sbagliate ai cittadini? Perché collegare il risultato del referendum a qualcosa di non previsto né prevedibile? Perché dire ai cittadini che se avesse vinto il si il governo sarebbe andato a casa? Non esiste una norma di legge in tal senso, il referendum, di norma, è sempre finalizzato a se stesso, a rispondere ad un quesito; fare della retorica politica in questo senso, trasformando un referendum in qualcosa di diverso significa svilirne il valore e il significato democratico. Il paradosso, per alcuni cittadini, sarà che hanno votato per mandare a casa il governo e ora si ritrovano con una legge elettorale che riporta indietro la macchina del tempo ai tempi in cui, con le trattative segrete nelle segreterie dei partiti e nelle riunioni goderecce nei ristoranti fuori confine, si facevano e disfacevano governi e maggioranze che sarebbero durate il lasso di tempo di un pensiero in attesa del miglior offerente.

Ne ho fatti parecchi di referendum, uno addirittura da solo e l’ho vinto e “forse” alla fine, dopo la vittoria, mi sono azzardato a chiedere al governo di turno che sarebbe stato carino che se andasse a casa, ma naturalmente ciò non è successo ed è normale, perché non rientra nelle logiche delle leggi dello stato. E’ stato il primo referendum senza quorum e senza il quorum i governi hanno le armi spuntate, infatti, quando c’era il quorum i governi chiedevano alla popolazione di non andare a votare, “andate al mare d’estate e a sciare d’inverno” dicevano con l’intento di non raggiungere il quorum. Ma questi comportamenti non rientrano nello stile di questo governo, personalmente sono stato un convinto difensore del referendum che chiedeva di abolire il quorum. Chi diceva che togliere il quorum avrebbe consentito ad un manipolo di cittadini di vincere un qualsiasi referendum, è stato clamorosamente smentito. Si è abbassato il totale dei votanti dell’8% è vero, ma vuoi mettere contro il deserto? I sammarinesi vanno a votare, ci mancherebbe, anche se in passato il quorum su qualche referendum non è stato raggiunto.

Qualcuno ha accusato alcuni membri di governo di avere preso posizione, anch’io l’ho fatto, come cittadino votante, come essere umano dotato di intelligenza pensante, come depositario di libero arbitrio e di capacità di discernimento. Ho una mia opinione e rivendico il diritto di esprimere ogni mia opinione perché la mia figura istituzionale, sebbene debba lavorare nella garanzia assoluta dello stato di diritto in cui tutti i cittadini devono essere uguali davanti alle leggi sia nei diritti che nei doveri, rispetto a certi temi ha le sue opinioni e non necessariamente debbo annullarmi come cittadino, nessuno è legittimato può a chiedermelo, nessuno può giudicare un membro di governo per avere espresso le proprie opinioni. Forse a qualcuno passa per la testa di togliermi il voto?

A tal proposito mi ricordo di una campagna referendaria di qualche anno fa in cui l’intero governo fece stampare a spese dei contribuenti una cartolina con l’indicazione di voto e la spiegazione dettagliata del perché si e del perché no. Poi fecero spedire la cartolina in tutte la case sempre a spese dei cittadini; e questo invece è irregolare perché sono stati usati fondi pubblici per fare propaganda di parte del governo.

Avendo distolto l’attenzione dei cittadini votanti dal quesito mettendo in essere altre motivazioni, si è raggiunto il risultato che adesso non si riesce a quantificare cosa abbiano realmente votato i cittadini stante la validità della vittoria del “SI”; domanda: quale percentuale ha voluto cambiare la legge elettorale? Domanda: Quale percentuale ha votato per mandare a casa il governo? Domanda: Quale percentuale ha votato per salvare la propria pensione? Credo che nessuno riuscirà a determinare la scelta dei votanti, provate a quantificarla se ce la fate.