I titoli acquistati da Banca Centrale: un po’ di chiarezza

Sulla questione titoli sono state dette tante inesattezze nelle quali è caduto anche il Fatto Quotidiano. L’analisi dei titoli acquistati da Banca Centrale è in corso e nella seduta della Commissione Finanze del 28 febbraio, il direttore Moretti riferirà nel merito con dovizia di particolari, in quanto è assolutamente giusto che si sappia quale è il reale valore dei titoli acquistati e quali sono i livelli di rischio. Nel contempo il Tribunale sta conducendo una dettagliata inchiesta sulla materia per verificare eventuali responsabilità. E’ assolutamente indispensabile che tale indagine possa procedere in piena autonomia e senza generare interferenze, soprattutto da parte della politica. L’inesattezza più forte lega l’acquisto dei Titoli all’utilizzo dei Fondi Pensione del secondo pilastro. I fondi pensione non sono stati utilizzati per tale scopo, ma sono saldamente depositati in Banca Centrale; è quindi del tutto improprio accusare il governo di aver tenuto in vita il Decreto che ne consentiva l’utilizzo per affrontare problematiche di liquidità delle banche.

Gestione degli NPl di Delta: un percorso deciso a Bologna

Sulla questione NPL  di Delta occorre dire che da oltre un anno sono in corso da parte della Società Gestione Crediti Delta, di cui Cassa di Risparmio detiene la sola quota del 10%, le procedure per arrivare ad avere un’offerta di acquisto sull’intero pacchetto crediti, con esclusione di quelli fiscali. La decisione che verrà adottata deve tutelare l’interesse di tutte le banche creditrici compresa Cassa di Risparmio. Relativamente al fatto che il presidente di Carisp sia  anche presidente di una società che potrebbe gestire gli NPL venduti, è più che ovvio che ciò avverrà per conto di Carisp e nell’interesse di Carisp stessa.

Le linee guida del Piano di stabilità: riforme e progetti per lo sviluppo

La cosa importante in questo frangente è la definizione del Piano di Stabilità, poiché in quel documento devono essere rappresentate non solo la soluzione dei problemi attuali, ma anche le direttrici su cui muovere lo sviluppo futuro.

Capisco che nell’anno già trascorso ci siano state tensioni fortissime fra maggioranza e opposizione. Con forte determinazione la maggioranza e il governo hanno dissodato un terreno dove c’erano erbacce e qualche impianto ancora produttivo. Toccando i vecchi impianti si sono toccati anche interessi.  Ma il lavoro era indispensabile. L’opposizione nel tentativo, legittimo, di difesa di quegli interessi ha alzato i toni e reso quindi impossibile trovare un accordo. Ma, ora che la fase è conclusa, possiamo metterci al lavoro per capire come verrà impostato il nuovo impianto e quindi quale sarà la nuova economia di San Marino. Questo è il tempo per ragionare sulle riforme e su quelli che saranno i nuovi ambiti su cui sviluppare l’economia del futuro. Siamo cioè nella fase della semina, e le posizioni sono leggermente diverse: opposizione vuole discutere da subito il nuovo progetto (senza averlo) la maggioranza ha invece deciso di andare al tavolo con una bozza di progetto, ma non un progetto chiuso. Tuttaltro. Nel tempo della sua presentazione e soprattutto nel lunghissimo tempo della sua attuazione il confronto fra coloro che intendono dare un contributo sarà fattivo.

Grosso modo alcune linee guida sono già state preannunciate a partire dalla riforma di Banca Centrale in quanto senza un timoniere esperto ed efficiente la barca non raggiunge la meta. Occorre quindi riformare profondamente il settore bancario orientandolo verso nuovi servi lavorando sulle competenze.  Contemporaneamente sono in cantiere le riforme strutturali: pensioni, imposte indirette, pubblica amministrazione sia nei termini della spesa ma anche della qualità e i provvedimenti per dare stabilità al bilancio dello Stato fra cui la patrimoniale.  L’introduzione dell’ICEE consentirà di avere un indicatore che garantisce la dimensione sociale degli interventi dello Stato a favore delle famiglie, potendoli selezionare incrementando l’aiuto ai meno abbienti.

Infine i campi che tesi a favorire il nuovo sviluppo in primis il Piano Regolatore Generale capace di favorire la ripresa dell’edilizia, importantissima per San Marino e per i sammarinesi, non occupando nuovo terreno, ma ristrutturando l’esistente. Le idee dello studio Boeri, stanno trovando un’ampia condivisione.

Il progetto sulle Telecomunicazioni sarà attuato in tempi rapidi se l’AASS deciderà di accelerare la posa della fibra attivando sistemi di gestione tecnologica sia della fibra che della rete mobile, processo non solo teso a migliorare l’ascolto dei telefonini, ma ad aprire nuove fasce e nuove possibilità per l’economia.

La semplificazione delle procedure e l’introduzione dell’Iva Europea dovrà riuscire a superare le difficoltà che l’amministrazione pone per ogni innovazione consentendo agli operatori di essere più rapidi e compatibili soprattutto nel campo dell’import export.

Infine, ma non per ultima, l’economia della conoscenza che producendo spin of a partire della nostra Università e dalla San Marino Innovation,  deve diventare uno dei settori chiave a partire dai beni culturali e paesaggistici del nostro Paese.