L’adozione del nuovo regolamento consiliare giunge dopo 22 anni di sperimentazione di quello oggi in vigore e da almeno un decennio di discussione sulle sue possibili modifiche. L’obiettivo prioritario è quello di rendere il lavoro dell’organo legislativo più snello, senza però che vengano depotenziati gli strumenti della democrazia. In particolare la pubblicità assoluta delle sedute, in tutte le loro fasi, rende i lavori parlamentari aperti al pubblico e definitivamente conosciuti in tutte le loro fasi, ad esclusione, ovviamente dei commi che per particolari questioni di riservatezza, l’Ufficio di Presidenza decide di discutere in seduta segreta.

L’efficienza nei lavori del Consiglio Grande e Generale è in effetti un elemento essenziale dei processi democratici, quando questo si trova in un giusto equilibrio con il diritto dei Consiglieri di esprimere la loro opinione e fare le proprie proposte su ogni punto dell’ordine del giorno.

Nell’ottica delle tutele significativo è il lavoro che si aprirà subito dopo l’approvazione del Regolamento Consigliare che prevede la formulazione di uno statuto delle opposizioni. In effetti ad esse deve essere riconosciuto il pieno diritto di incidere nel corso del processo legislativo e di esercitare in pieno la funzione di controllo sull’operato della maggioranza e del governo.

 

Il nuovo Regolamento integra nel proprio seno anche gli aspetti afferenti il funzionamento delle Commissioni Consiliari Permanenti, trasformandosi in un utile testo unico che elimina alcune sovrapposizioni che si erano generate nel momento della loro legge istitutiva del marzo 1995.

 

Significativo l’intervento sul comma comunicazioni che, usato strumentalmente, poteva prevedere interventi senza limitazioni di tempo, lasciando spazio ad un generico ostruzionismo, strumento spesso utilizzato nei Parlamenti, ma sempre finalizzato a focalizzare l’attenzione su uno specifico tema in discussione grazie all’ordine del giorno. Non solo, la possibilità di limitare a 15 minuti l’intervento in sede di comunicazioni, fa selezionare al Consigliere i temi su cui intervenire, focalizzandosi su quelli di maggiore attualità e quindi di interesse dell’aula consiliare.

 

Il percorso di razionalizzazione continua anche su altre fasi della discussione con tempi più limitati sia in sede di prime letture che di discussioni in sede redigente dei progetti di legge in seconda lettura, con contingentamento anche dei tempi per la presentazione degli emendamenti, i quali devono essere presentati in tempo utile per essere esaminati. Ci si riferisce in questo caso alla necessità di migliorare la possibilità di discussione degli emendamenti anche in fase di discussione dei decreti. Se l’aula Consiliare fosse d’accordo si potrebbe prevedere un tempo congruo affinché gli emendamenti presentati dal governo o dai consiglieri, possano essere esaminati, anche sotto il profilo tecnico, rendendo tra l’altro possibile che,  nell’ambito di un percorso ragionato, anche le proposte dell’opposizione siano valutate e accolte.

Il Regolamento se modifica le funzioni  e le attività in sede consiliare, non modifica invece i percorsi istituzionali di formazione delle leggi  e della formulazione degli indirizzi politici, essendo questi temi su cui la giurisprudenza costituzionale si esprime con competenza e rigore, e nel nostro ordinamento tali processi sono già perfettamente definiti.

 

Resta scoperto un punto significativo, sul quale le forze politiche non hanno ancora trovato una sintesi, quello del compenso per i lavori consiliari. Tendenzialmente esiste una accordo generale sul contenimento dei costi col vincolo che non debbano esserci maggiori oneri rispetto a quelli previsti fino ad oggi, ma anche con l’indicazione che le condizioni dei Consiglieri, qualunque sia il loro statu, debbano essere equiparate. Si tratta soprattutto di definire una posizione unitaria per il trattamento dei lavoratori provenienti dal settore privato e da quello pubblico.

 

  • Il riconoscimento della parità di trattamento economico, tutti svolgiamo lo stesso identico ruolo nell’aula, anche se ho perplessità nell’esecuzione dell’articolo (non ci stiamo dentro, secondo me, con i soldi) eventuali repliche a rete,
  • Perplessità legata alla richiesta della votazione segreta.

 

Roberto J. Carlini

Consigliere SSD