Grazie Eccellenza,

le dimissioni del dott. Capuano da Direttore della Banca Centrale della Repubblica di San Marino, sono un atto estremamente grave, oltre che per l’atto in sé delle dimissioni, soprattutto per le motivazioni che hanno portato il Direttore a rinunciare al proprio incarico.

Il primo interrogativo che occorre portare all’attenzione di quest’Aula, risiede nel fatto che nessuno dei vertici di BCSM abbia cessato il proprio rapporto con la Banca per scadenza naturale e senza che ne siano seguiti dei terremoti.

Penso che, in primo luogo, ci si debba interrogare sul motivo per il quale, a prescindere dalle persone, nessuno dei vertici di BCSM sia stato in grado di terminare serenamente il proprio lavoro, anche quando la situazione del sistema bancario non era difficile come quella attuale.

Questo deve far riflettere prima di tutto sul fatto che l’attuale struttura dell’Istituto di Via del Voltone sia quella migliore per il funzionamento della stessa Banca.

Certamente va ripensato il ruolo di Banca Centrale, ma ancora più urgente è ripensare alle competenze ed al bilanciamento dei poteri e delle competenze degli organismi all’interno della struttura, perché non è pensabile che i responsabili della Banca siano spesso ostaggio della burocrazia della struttura.

In ogni caso il dott. Capuano pone degli altri temi a fondamento della propria scelta. In primo luogo rappresenta una grave incertezza economica e giuridica nella quale versava la propria persona.

Evidentemente su questa affermazione pesano in maniera decisiva in primo luogo l’aleatorietà della propria retribuzione, gravata certo dal tetto sugli stipendi, ma anche dal fatto che nonostante le leggi di riferimento, ci siano persone il cui trattamento fiscale è estremamente diverso.

Ma vi pare normale che molti sottoposti del direttore e del presidente di BCSM, guadagnino oltre dieci volte di più dei propri superiori? Vi sembra normale che chi ha più responsabilità debba guadagnare di meno? Mi pare però che in pochi si siano stracciati le vesti per le sproporzionate retribuzioni di alcuni soggetti della P.A. e degli enti ad essa collegata.

In secondo luogo Capuano pone un tema centrale, ovvero quello dell’internazionalizzazione, sul quale tanta ironia hanno fatto le opposizioni, che sicuramente rappresenta la sfida principale del nostro paese in questo momento.

Da ultimo il Direttore uscente,  che ha rappresentato il motivo dirompente, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, la perquisizione, che lo stesso Direttore ha definito come una grave violazione dei propri diritti individuali.

Non mi compete entrare nel merito di vicende giudiziarie che non conosco, ma sicuramente le accuse che adombra Capuano meritano una profonda riflessione, perché non è ammissibile che un dirigente del Ministero del Tesoro, del quale in diversi in questo breve periodo hanno avuto modo di apprezzarne se non altro la capacità di confronto, se ne vada sbattendo la porta.

Sono d’accordo con chi dice che bisogna indagare su chi ha arrecato un danno a questo Paese, ma è necessario farlo a 360 gradi.

Come sono d’accordo con chi invoca di fermare le bocce e di sedersi ad un tavolo a ragionare, se non fosse che gli stessi che chiedono di condividere questo percorso sono anche quelli che di fatto bloccano il percorso iniziato da un anno a questa parte, sabotandolo come è avvenuto ieri in commissione giustizia, ma sono anche quelli che commissionano servizi scandalistici all’esterno. Con lo scopo di destabilizzare il sistema e riprendersi quelle sacche di potere inconcepibili e insostenibili che abbiamo voluto e dovuto intaccare.

Qui è in atto una guerra tra bande, e il nostro paese se deve venire preso nel mezzo non lo posso tollerare.