Prima di poter intervenire sul gradimento del nuovo direttore occorre fare  un doveroso passaggio su come siamo arrivati all’attuale situazione.

Per dovere di cronaca, ma soprattutto per interpretare al meglio un andirivieni di informazioni, spesso strumentali, e ordite in maniera machiavellica da chi vuole creare ad hoc caos e malcontento.

Le dimissioni del dott. Capuano hanno portato diversi interrogativi all’attenzione dell’Aula e del paese.

Sicuramente il fatto che nessuno dei vertici di Banca Centrale ha terminato il proprio rapporto lavorativo per scadenza naturale o in maniera pacifica è sicuramente un campanello d’allarme che non possiamo ignorare.

Per questioni di organizzazione interna ma soprattutto per il prestigio della Repubblica e la sua immagine all’esterno.

Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto al di la del subdolo servizio commissionato da qualcuno all’interno, col chiaro intento di intaccare la reputazione del sistema, non entro nel merito, sarà il tempo che stabilirà chi aveva ragione.

Sull’organizzazione interna è palese che occorre intervenire in maniera strutturale, per ottimizzare il funzionamento di banca centrale, ma anche per ripensare il ruolo dello stesso istituto

Bilanciando i poteri e le competenze degli organismi interni della struttura, perché non è pensabile che chi deve lavorarci sia ostaggio della burocrazia interna.

Sicuramente l’incertezza giuridica, ma anche quella economica, hanno pesato nelle ultime gestioni in maniera preponderante sulle scelte dei direttori stessi, trovando inconciliabile la realtà attuale, dove il direttore e il presidente guadagnano cinque, sei, dieci volte in meno dei loro sottoposti, avendo altresì responsabilità decisamente diverse.

Non conosco le vicende giudiziarie relative alla questione, ma va sicuramente fatta una riflessione su quanto avvenuto, perché non ci possiamo permettere che un ex dirigente del Ministero del Tesoro, del quale abbiamo potuto apprezzare l’impegno, la disponibilità e la capacità nel pochissimo tempo che ha avuto a disposizione per guidare la nostra banca centrale, se ne vada in malo modo adducendo tra le motivazioni la violazione dei propri diritti

Sono veramente rammaricato perché la scelta del dott. Capuano andava nella direzione che la politica ha voluto impostare. In quest’ottica non possiamo permetterci di rimanere fermi, e la scelta in tempi celeri del nuovo direttore rientra nell’ottica di un rinnovato rilancio del comparto bancario.

Come per il passato direttore, il compito del dott. Moretti non sarà semplice. Il superamento dell’attuale fase di stallo e di incertezza del settore bancario è sicuramente il primo gravoso obiettivo.

Sarà essenziale ristabilire il giusto livello di fiducia tra i risparmiatori e gli investitori, rilanciando il comparto bancario e finanziario, passando da una doverosa quantomeno necessaria riorganizzazione della struttura.

Intervenendo sugli aspetti problematici della struttura, riorganizzando quelli deficitari e potenziando quella centrale rischi di cui il sistema necessita per la propria stabilità

Rilanciare l’azione di banca centrale significa rilanciare il comparto bancario, che significa rilanciare il paese.

Il mio auspicio è che si possa concretizzare in tempi brevi.

Il nuovo direttore Moretti con le conoscenze, le competenze e le qualità che ha porterà sicuramente un contributo fattivo alla causa.