Nell’eterna lotta tra il bene e il male, il male ovviamente rappresentato dalla coalizione adesso.sm si accinge ad aggiungere un nuovo capitolo alla saga andando a colpire l’unico settore che ancora non era riuscito a scalfire, ovvero il tribunale e la giustizia.

Il bene per ovvie ragioni identificato nell’opposizione compatta, auto erettasi a paladino della giustizia non poteva sottrarsi dallo scontro, usando doverosi toni perentori.

Nel mentre, un recente passato di clamorosi colpi di coda del bene, che gridando lo scandalo accusa il male (ripeto nuovamente rappresentato dalla coalizione adesso.sm) di mettere in atto dei colpi di stato, accuse tra l’altro intercalate da liste di proscrizione, per fomentare quell’odio collettivo, che solo chi professa il bene può comprendere.

Nel mentre ci ritroviamo che chi professa il bene, denunciato per diffamazione da tribunali stranieri, riceve aiuto, appoggio e solidarietà da chi professa il male, giustamente vorrei aggiungere perché stava agendo nel compito dei suoi diritti e doveri istituzionali, ma denuncia a sua volta il male, o almeno così sembra perché oltre alle boutade propagandistiche di ufficiale non è ancora arrivato niente, perché nonostante anch’esso agisce nei suoi compiti istituzionali, tenta di sovvertire l’autonomia del tribunale.

Ma come nei migliori film thriller, con continui colpi di scena, abbiamo la possibilità di scoprire quindi che il bene non è poi così buono, e il male non è poi cosi cattivo come lo si dipinge.

Perché nonostante la maggioranza ha fatto quadrato intorno alla magistratura, permettendole di lavorare nel massimo della serenità, raccomandandosi continuamente di mantenere e garantire l’autonomia del tribunale, ci ritroviamo con un’opposizione che è lei stessa che fa ingerenze facendo il tifo per una fazione. Alimentando quell’odio che a nulla serve, se non a creare ulteriore confusione, muovendo accuse artatamente inadatte, maldestre, penose.

Il vecchio artifizio della macchina del fango è stata ampiamente smascherato, perché a poco servono i continui attacchi, perché chi oggi attacca deve capire da che parte vuole stare. Perché non si possono difendere i giudici quando serve, e attaccarli quando non servono, additandoli come nemici o traditori.

Perché chi attacca continua a non capire, oppure a far finta di non capire che la situazione che si è creata non mette assolutamente in discussione la Dott.ssa Pierfelici come magistrato dirigente, anzi gode della massima stima e considerazione, ma coinvolge il ruolo di dirigente. Ma è chiaro, che a qualcuno questa differenziazione non serve.

Ancora qualcuno continua a non capire, oppure fa finta di non capire che il magistrato dirigente, non è in realtà un procuratore generale, bensì un coordinatore che organizza i lavori del tribunale secondo regole approvate dal consiglio giudiziario ordinario che della magistratura è l’organo di autogoverno. Primus inter pares, ovvero primo tra i pari, è quella condizione con la quale si identifica una persona rappresentativa in un gruppo di altre che sono al suo stesso livello e con pari dignità. Non è forse la condizione che ci ritroviamo all’interno del tribunale?

Ma voglio lanciare una provocazione. Ricordo che il documento con il quale si è preceduto alla revoca, è stato sottoscritto dalla gran parte della componente togata del Consiglio Giudiziario Plenario, e non dai politici. Allora mi chiedo: se la politica si fosse posta in contrasto con la maggioranza del Tribunale, cosa sarebbe successo? E poi vi sembra normale cari colleghi che, almeno per quanto mi riguarda, questo dibattito viene fatto con carenza di informazioni?

Io infatti, al pari di molti altri miei colleghi, non ho mai potuto leggere una riga di quanto detto nella commissione giustizia. Se per legge la commissione, deve riferire solo al Consiglio Grande e Generale, perchè qualcuno ha sentito l’esigenza di riferire alla Gendarmeria piuttosto che al Consiglio?

Infine mi chiedo, ma anche questa volta temo non avrò una risposta, come mai proprio oggi, artatamente, torniamo a parlare di fatti accaduti oltre dieci anni fa, e soprattutto mi chiedo, come mai quei fatti pare siano stati denunciati solo oggi?

E allora come ricordato nel riferimento del Segretario in apertura di dibattito, va fatta chiarezza sulle presunte pressioni della politica. Perché non ci può essere solo una visione di parte. E le reazioni scomposte di una parte dell’opposizione, mi fa sospettare che in realtà c’è dell’altro dietro. Che la volontà di creare scandalo ad ogni costo sia in realtà una volontà a ritornare o andarci al potere al più presto.

Forse per paura di farsi trovare quello che si è nascosto sotto il tappeto negli ultimi anni?

Concludo augurando un buon lavoro al nuovo magistrato dirigente, ma facendo molta attenzione, perchè con questo clima di macchina del fango operativa potrei esserne tacciato di amicizia fraterna. Nonostante i 33 anni di differenze tra noi 2.