Il 27 gennaio è la giornata dedicata alla commemorazione delle vittime della Shoah e al ricordo dei sopravvissuti all’Olocausto.

Olocausto: una parola che solo leggerla mette i brividi e fa tornare alla mente una delle pagine più cruente della storia del ‘900 in Europa.

Una storia che ha portato alla negazione della persona, qualora questa fosse identificata come “diversa”: “diversi” erano gli ebrei, “diversi” gli omossessuali e stessa sorte hanno avuto gli zingari, i testimoni di Geova, gli oppositori politici, i pazzi e le persone con un handicap.

Un “noi” e un “loro” che hanno tracciato la linea tra la vita e la morte.

Una linea alimentata dalla paura del diverso, nel puntare il dito creando mostri irreali, risvegliando quegli istinti elementari che portano le persone ad agire come branco. L’accanimento, la tortura che diventano quotidiane perché le coscienze si assopiscono.

La Senatrice a vita, Liliana Segre, qualche giorno fa ai ragazzi ha scritto in merito alla Giornata della Memoria: “Un Paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani. La Memoria è un bene prezioso e doveroso da coltivare. Sta a noi farlo. A che serve la memoria? A difendere la democrazia.

Come Sinistra Socialista Democratica sentiamo il dovere etico e morale di celebrare questa Giornata, nella consapevolezza che la storia è un monito quotidiano, che quello che è stato potrebbe tornare, prepotente e sotto altre forme, quindi è il compito di ognuno di noi fare della memoria una pratica quotidiana, per ciò che è stato e ciò che è. Mantenere vive le coscienze per difendere i Diritti Umani.

Ricordiamo l’Olocausto per non rimanere indifferenti rispetto le stragi in mare, lo sterminio di bambini nello Yemen, la guerra in Siria e in tutte le parti del mondo, i muri che dividono e uccidono. Per non essere indifferenti rispetto all’ingiustizia, per non rimanere nel silenzio disarmante dei più e nell’arroganza dei pochi che “giocano” a chi ha più forza, usando vite umane.

L’Olocausto e chi è riuscito a sopravvivere ci ricordano che l’essere umano è arrivato ad annullare un suo simile, a strappargli la dignità e ci danno un mònito: difendere la democrazia, i valori fondanti, la dignità umana, affinché quella pagina nera non si ripeta, mai più.

Ufficio Stampa

SSD

 

[foto: Museo Ebraico di Berlino]