Grazie Presidente,

intervengo brevemente perché ritengo di fondamentale importanza – in questo momento, in questo periodo storico – discutere e confrontarci sul futuro del Consiglio d’Europa e sul domani di questa Assemblea.

I problemi ci sono, è innegabile, ma il Consiglio d’Europa ha sempre dovuto affrontarne ed è sempre riuscito a garantire i valori su cui si fonda. Ricordiamoci: non è una questione di un “paese sì” o di un “paese no”. Il Consiglio d’Europa è sempre riuscito a garantire e salvaguardare i principi su cui è nato.

Non è piegandoci sui problemi che riusciremo a risolverli. Abbiamo la necessità di alzare lo sguardo, tirarci su le maniche e riprendere i valori su cui  quest’Assemblea ha trovato la sua nascita e si è costituita, quella dei padri fondatori – come ben ricordava il Collega Coaker- perché solo così possiamo trovare soluzioni adeguate e all’altezza.

Come politica possiamo fallire, possiamo fare errori ma mai -e ripeto mai!- possiamo sottrarci al mandato che questa Assemblea ci ha dato.

Una Collega, un paio di anni fa, ha detto: “io non ho idee politiche, ma solidi valori”.

Non possiamo lasciare il campo ai sovranismi, agli interessi di parte, ma dobbiamo portare avanti dialoghi e progetti comuni per consolidare la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani qui e nei nostri Paesi.

Abbiamo quindi il compito, l’onere e l’onore, di trovare la via per un nuovo slancio, condiviso ed inclusivo.

Non è solo una questione di risultato per il Consiglio d’Europa, ma quello che decidiamo qui, lo slancio che vogliamo dare, è determinante per i cittadini, le milioni di persone che vivono negli Stati che noi qui rappresentiamo.

Questo nuovo slancio non è una questione politica, ma riguarda i diritti e la garanzia degli stessi.

Il Consiglio d’Europa non è un paese, ma è una comunità, un’Assemblea di persone – parlamentari, nel nostro caso- che hanno deciso di lavorare insieme per i diritti e l’uguaglianza.

Se veniamo meno a questo principio, questo valore assoluto che è la democrazia, che è la garanzia dello stato di diritto, se vogliamo ridurre tutto ad uno scontro meramente politico, noi stiamo sbagliando.

Io credo che quest’Assemblea abbia il grande valore, la grande capacità di mettere insieme persone che arrivano da percorsi e da formazioni politiche estremamente diverse, ma che lavorano insieme per garantire un futuro a questo Consesso.

Quindi il mio invito è quello di un nuovo e rinnovato dialogo; abbiamo il dovere e l’opportunità di farlo e sarebbe sciocco lasciare perdere questa grande occasione.

Grazie.

Vanessa D’Ambrosio

SMR – SOC group

Débat d’Actualité