Il Paese è sotto attacco, a me sembra abbastanza evidente.

Il Direttore Generale di BCSM, insediato da nemmeno due mesi durante i quali sembrava a tutti che stesse facendo un buon lavoro, presenta le sue dimissioni per le ormai famose tre ragioni:

  • La prima di carattere politico, ritenendo di non aver trovato la necessaria determinazione ad imboccare la strada dell’internazionalizzazione che, a suo giudizio, è l’unica percorribile per rimettere in carreggiata il nostro sistema finanziario;

  • La seconda, perché giudica punitive le condizioni economiche accordategli in ragione del famoso tetto dei 100.000 euro decretato dal referendum;

  • La terza, perché lamenta una pericolosa condizione di insicurezza dovuta ad una grave violazione della sua privacy, per via della perquisizione nella sua abitazione senza la sua autorizzazione e in sua assenza. Non mi dilungo sul dubbio se sia stato avvertito o meno, perché credo che la questione sarebbe grave esattamente allo stesso modo. Il rispetto del proprio domicilio è un diritto costituzionalmente garantito e nessuno può stare tranquillo in un luogo dove può temere il rischio di una violazione così grave.

Come reagisce l’opposizione? Rete e Movimento Democratico nel solito modo scontato: chiedono che il Segretario alle Finanze Celli rassegni le sue dimissioni! Come se Celli fosse responsabile dell’esito del Referendum e fosse stato lui ad aprire la porta dell’appartamento di Capuano.

L’unica cosa che il Segretario Simone Celli è chiamato a commentare sarebbe, caso mai, la questione dell’internazionalizzazione. Se veramente c’è stato chi ha fatto resistenza, se l’eventuale resistenza sia nata nel contesto della politica o del sistema, o all’interno di Banca Centrale stessa. Oppure chi si sia espresso in maniera nettamente contraria alla ipotesi di internazionalizzazione proposta da Capuano. E soprattutto, per dirimere la questione, a me personalmente – e credo a tutti noi – sarebbe utile sapere con esattezza quale era la proposta del Dott. Raffaele Capuano e le sue aspettative.

Questi sono quesiti ragionevoli, costruttivi, che potrebbero portarci al cuore del problema. Problema che può risolversi solo comprendendo  a fondo le ragioni di quanto accaduto, trovando le soluzioni. E’, secondo me, mancato il dovuto appoggio della politica, chiaramente esclusivamente nell’ambito delle proprie competenze e del proprio ruolo, all’azione che il Dott. Raffaele Capuano stava mettendo in campo.

E l’opposizione in tutto ciò si preoccupa di porre alcune domande: quali siano state le modalità del suo ingaggio; se era un contratto di collaborazione; se era ancora dipendente del MEF; se le lettere di dimissioni erano due; a chi aveva parlato Capuano prima di dimettersi…

Ma che senso hanno queste domande? A cosa mirano? A cosa serve questa dietrologia se non a creare fumo e, quindi,  confondere e nascondere la verità invece di accertarla.

Ma intanto un obiettivo lo hanno raggiunto, hanno scavato  ancora di più il fossato tra il Dott. Raffaele Capuano  e la Rep. di San Marino, non hanno creato ponti ma hanno allungato la distanza, fino a rendere le sue dimissioni definitive, all’insegna del tanto peggio tanto meglio!

Ma dov’è l’interesse del Paese che tutti noi, compresa l’opposizione, siamo chiamati a difendere?

Trovo scandaloso che, proprio chi nei fatti sconfessa la tutela dell’interesse del nostro Paese, si abbandoni poi al vittimismo, lamentando la contrapposizione che si è creata fra maggioranza e opposizione e accusando la maggioranza di autoreferenzialità.

Ma cosa deve fare la maggioranza di fronte a una opposizione che fa solo ostruzionismo da mesi, che paralizza l’attività del Consiglio, che ingolfa le Segreterie di Stato con interpellanze temerarie ai limiti della paranoia, tanto che per rispondere ai dati richiesti ci vuole il lavoro di un esperto per settimane.

E nel frattempo accade anche altro negli ambienti dell’opposizione. Lo dico subito, io sono d’accordo con il Cons. Roberto Ciavatta, quando ci dice che abbiamo dato troppo risalto (nemmeno tanto dico io) al famoso episodio del karaoke con il Cons. Giancarlo Venturini e il Cons. Alessandro Mancini. Episodio assolutamente trascurabile, che non ci dice nulla di nuovo, che non sapessimo già prima. In fondo, altro non è stato, che una cena tra amici. Un episodio che non deve scandalizzare nessuno, tanto meno noi della maggioranza. Un episodio che però ci porta a fare due precise considerazioni:

  • Ormai è evidente una certa contiguità di azione e di intenti di Pdcs, Movimento Rete, Movimento Democratico, PSS e una parte del PSD;

  • Al di là di ciò che dicono, il loro chiaro intento è quello di far cadere questo governo, con qualsiasi mezzo e a qualsiasi costo. Costo che, è bene evidenziarlo, andrebbe a gravare pesantemente su tutto il Paese, ma tant’è!

E le ragioni di tutto ciò sono facilmente intuibili. Prima di tutto il Pdcs è un partito che trova la propria ragione di esistenza esclusivamente nell’esercizio del potere, senza il quale perde importanti punti di riferimento. Poi c’è il Cons. Roberto Ciavatta che ha preso pressoché totalmente il controllo del Movimento Rete, probabilmente a scapito di qualcun altro, e lo usa come meglio crede, forse per dare risposte e risultati ad una propria cerchia di amici e frequentazioni. E probabilmente lo fa solo per amicizia, per simpatia, non dico certamente che ci siano chissà quali interessi da parte sua. Io non mi permetto certamente rivolgere a lui epiteti che lui ha rivolto a noi.

Infine c’è quel che rimane di PS e PSD, che non sapendo più dove andare a parare, provano a rimanere aggrappati a questo carrozzone infame, nella speranza di riuscire a riconquistare quelle posizioni di potere che hanno potuto gestire negli anni passati.

Quindi signori, qui il problema non è il karaoke, non è Bandiera Rossa, qui c’è ben altro in gioco.

Tanto da far cadere nell’oblio quel Roberto Ciavatta che in Consiglio si arrabbiava come un matto quando qualcuno lo accusava di amoreggiare col Pdcs.

Purtroppo il Dott. Raffaele Capuano, che così bene aveva iniziato a portare avanti il suo lavoro, ha reso noto che non tornerà sulla propria decisione.

Ora sta a tutti noi rendere il Paese più accogliente, ponendo l’attenzione su determinati fatti accaduti e sulle relative responsabilità, colpe e omissioni. E merita anche tutta la nostra delicatezza, nel rispetto dell’autonomia del Tribunale e del giusto equilibrio fra i poteri dello Stato.

Purtroppo ai guai non c’è mai fine e, a coronamento della questione Dott. Raffaele Capuano, ci si è messa anche una testata giornalistica nazionale come il Telegiornale di Canale 5 che, non si sa bene sulla scia di quali informazioni o rivelazioni, trasmette notizie allarmanti sulla situazione finanziaria sammarinese per gettare nel panico i pensionati e i dipendenti pubblici, agitando lo spettro del fallimento dello Stato. Difficile credere al caso, qui qualcuno ci ha messo lo zampino e mi ritrovo a prefigurare un quadro molto fosco se i nemici della nostra Repubblica sono così potenti.

Ma di fronte al nemico comune bisogna stare tutti uniti, altro che dietrologie, accuse temerarie al governo, disfattismo, qualunquismo.

Ora è il momento di dimostrare quanto si ha a cuore il destino di questo Paese, e con quanta responsabilità e coscienza si intenda difenderlo.