Ciò che si evidenzia oggi nell’atteggiamento dell’opposizione è, a mio parere, un costante e reiterato tentativo di indebolimento e, quindi, delegittimazione delle istituzioni.  Partendo dall’assunto, assolutamente infondato, secondo cui questa maggioranza non è legittimata a governare, questa opposizione continua ad alimentare il malcontento generale, nutrendosi di esso e aumentando così il proprio e più facile consenso. Il tutto, chiaramente, senza mai proporre una soluzione credibile ai problemi che il Paese si trova a dover affrontare. Ma anzi, allontanando quanto più possibile le possibili soluzioni, a favore di un populismo che non le risolve oggi e mai le risolverà.

Questo è, purtroppo, il clima artatamente avvelenato nel quale oggi questa maggioranza e questo governo portano avanti, tra mille difficoltà, la propria azione.

E questo è il clima nel quale l’opposizione continua a mettere in campo azioni perlomeno discutibili come la mozione di sfiducia al Segretario Nicola Renzi della quale ci troviamo a discutere oggi. Possiamo dirlo chiaramente, una mozione che poggia su motivazioni assolutamente infondate. Perché nella circostanza chiamata in esame nella mozione in oggetto, il Segretario Nicola Renzi non ha fatto altro che esercitare il proprio ruolo, appunto, di Segretario con delega alla Giustizia. Intanto va detto anche che si è trattato di una circostanza inattesa dovuta alla improvvisa scomparsa del Prof. Lanfranco Ferroni. Poi consentitemi, a mio parere, non vi può essere alcuna forzatura, nell’aver chiesto la disponibilità di un componente del Collegio dei Garanti, il Prof. Guzzetta, per ricoprire il ruolo di Magistrato Dirigente del Tribunale della Repubblica San Marino. Anzi, ritengo che l’aver indicato un personaggio proveniente da fuori il Tribunale, quindi estraneo a determinate dinamiche che si sono verificate all’interno di quelle mura, sia stata una azione assolutamente opportuna. Nomina poi avvenuta, lo sottolineo, in seno al Consiglio Giudiziario Plenario. Quindi la domanda è: dove è la forzatura?

Io ritengo non ci siano forzature, in questo caso come in altri, ma solo il diritto/dovere di un Governo e della propria Maggioranza di mettere in campo determinate azioni, assumendosene chiaramente le responsabilità. Poi è chiaro, lo sappiamo anche noi, che sarebbe meglio se le nostre azioni fossero maggiormente condivise o perlomeno accettate. Ma abbiamo ormai compreso che un atteggiamento responsabile da parte di questa opposizione non c’è mai stato, non c’è adesso e mai ci sarà. Ora non è che la cosa ci sconvolga più di tanto, anche perché ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Certamente ce ne dispiace, ma andiamo avanti e continueremo ad andare avanti convinti della legittimità (perché così è) e della bontà della nostra azione. Una azione portata avanti nell’esclusivo interesse del Paese.

Perché allora si potrebbe discutere anche delle azioni messe in campo da questa opposizione, spesso confuse e contraddittorie tra esse, sia nelle parole che nei fatti. Soprattutto quando promosse, quindi sempre, dal Cons. Roberto Ciavatta che ha ormai preso le redini non solo di Democrazia in Movimento ma anche di tutte le altre componenti dell’opposizione, Democrazia Cristiana compresa. Per carità, cosa questa assolutamente legittima.

Ciò che non trovo proprio lineare è invece la politica dei due pesi e due misure ormai esplicitata chiaramente. Premesso che  Noi siamo convinti che una persona è innocente fino a quando non vi sia la condanna definitiva, però non si può invocare l’indipendenza del Tribunale, che nessuno della Maggioranza e di questo Governo ha mai messo in discussione, in certi casi, per poi auto dichiararsi perseguitati politici, nel momento in cui si viene raggiunti da un rinvio a giudizio. Perché così facendo, Cons. Roberto Ciavatta, lei si, ha messo pesantemente in discussione l’indipendenza della Magistratura. E questo è un semplice dato di fatto che evidenzio senza entrare nel merito dei fatti specifici e di determinate accuse che non mi competono. E, come è giusto dire in questi casi: sarà la Giustizia a fare il proprio corso.

Certamente, non si può non notare che c’è un problema anche di tipo politico, vista la sua vicenda giudiziaria. Ma se non ritiene opportuno prenderne atto oggi, confido che con il succedersi di determinati eventi e con il tempo lei possa riflettere maggiormente e rivedere la sua posizione.

A conclusione del mio intervento rinnovo certamente la mia personale fiducia, nonché di tutto il Gruppo Consiliare di SSD, al Segretario Nicola Renzi, perché so che il tempo è galantuomo e auspico che i detrattori di oggi possano un giorno comprendere l’importante lavoro che governo e maggioranza stanno portando avanti. E magari possa instaurarsi un nuovo e indispensabile clima di dialogo nel Paese.

Fabrizio Francioni