Grazie Eccellenze,

non è necessario ribadire, lo hanno già fatto a più riprese gli interventi precedenti, l’importanza di questo dibattito: stiamo parlando del futuro della Repubblica dei prossimi anni, della capacità di conservare tutte quelle preziose prerogative che contraddistinguono il welfare del nostro Paese come il nostro Sistema Sanitario o il nostro sistema Scolastico.

Chi mi ha preceduto ha già sottolineato la necessità di intervenire a sostegno del settore bancario attraverso azioni che mettano le banche a partire da Cassa di Risparmio, in grado di fare utili in tempi rapidi, ridando così fiducia a tutto il comparto finanziario. La sfiducia generalizzata che il settore bancario sta oggi subendo, si riflette inevitabilmente sull’economia generale, il Prodotto interno lordo seppur mantiene, anche nelle proiezioni, un trend positivo rimane comunque troppo timido.

Il 2017 ha messo a nudo una situazione che non si è creata nell’ultimo periodo, ma nel decennio precedente, questa è una dichiarazione esplicitata dalla relazione del Fondo Monetario, che ci invita a riflettere su come è stato gestito lo Stato in quei tristi anni, e soprattutto come sono state gestite le banche. Li risiedono le responsabilità, ma non è nostra intenzione fare polemica su questo, noi vogliamo una cosa sola, richiamare l’attenzione del Paese, e speriamo anche della politica, sulla necessità di trovare una convergenza sui grandi interventi che verranno realizzati a partire dal 2018 e che hanno il compito di correggere i tanti errori fatti negli anni:

  • Creazione dell’agenzia dello sviluppo e lo sportello unico per le imprese

  • Apertura del mercato immobiliare attraverso l’istituzione delle residenze elettive

  • Rafforzamento della rete diplomatica

  • La realizzazione e ristrutturazione delle infrastrutture strategiche per il paese

  • Potenziamento degli accordi commerciali con gli altri paesi per la promozione degli investimenti sammarinesi

Sono solo alcuni degli interventi che sono stati proposti al Fondo.

Noi abbiamo il compito storico di dare una nuova prospettiva al Paese, ma sulla base delle nostre capacità e del nostro lavoro, generare quindi le condizioni per una nuova economia. Di fronte a questo impegno occorre confrontarsi fino in fondo sulle riforme strutturali, perché quelle sono assolutamente necessarie per rimettere in sintonia la spesa pubblica con le nuove condizioni di esistenza, che non solo devono rispondere ad una ridotta capacità di incremento delle entrate, ma anche a qualla ancor più onerosa di far fronte al debito generato non oggi, non nel 2017, lo ribadisco per l’ennesima volta, ma negli anni in cui il sistema è andato in crisi perché le condizioni internazionali sono completamente cambiate, e la classe politica non ha saputo e/o voluto, cambiare  le condizioni di produzione della ricchezza. Ciò avrebbe, così come è avvenuto nel 2017, messo in crisi i centri di potere che ancora si sostenevano nell’opacità, è i colpi di coda, le proteste ad alta voce, le urla che purtroppo hanno trovato eco anche in questa aula, sono solo la dimostrazione di quei poteri che sono stati messi con le spalle al muro e, vedendosi sconfitti, non hanno saputo altro che divincolarsi. Il percorso della trasparenza che ha visto il suo apice nel 2017, ha raggiunto l’obiettivo importantissimo, quello di fare chiarezza e di individuare esattamente quali sono i problemi e quindi quali sono gli obiettivi.

Auspico vivamente che il clima di assoluta responsabilità con cui i Segretari di Stato, e poi i colleghi, hanno generato in questo dibattito possa essere portato avanti negli interventi che seguiranno.