Eccellenze e colleghi consiglieri,

il progetto di legge seconda lettura che ci accingiamo ad approvare oggi introduce  la disciplina della responsabilità dei medici e dell’altro personale sanitario dell’ISS e delle strutture sanitarie pubbliche e private. E’ una legge da lungo attesa dal personale medico e sanitario, stesa inizialmente con la collaborazione di ASMO e riproposta in forma ampliata, andando a disciplinare oltre alla responsabilità dei medici anche quello dell’altro personale sanitario (tecnici, infermieri, ecc.) sia dell’ISS che delle altre strutture pubbliche e private. Quindi un allargamento anche ad altre figure e ad altre strutture per dare una risposta complessiva alle varie problematiche, in aumento negli ultimi anni, che vanno ricompresi nel fenomeno della cosiddetta medicina difensiva, ovvero la messa in atto di tutta una serie di comportamenti e atti per evitare l’incorrere a denunce per negligenza e altre tipologie di responsabilità, da parte dei pazienti.

La medicina difensiva è un fenomeno che in Italia e nel resto del mondo è stato studiato massicciamente negli ultimi anni e per il quale si stima che i comportamenti messi in atto per mitigare il rischio di contenziosi da parte del personale medico, in buona parte prescrizione di farmaci, esami e ricoveri non necessari si pensa ammonti in Italia, sebbene di difficile quantificazione, a circa 10 mld di euro o allo 0,75 del PIL ovvero a circa 30.000 denunce annue, di cui circa l’80% risolte con assoluzione per il medico. L’Italia si è dotata di questa normativa nella primavera scorsa mentre San Marino è in ritardo di una decina di anni rispetto a specifiche legislazioni adottate per arginare questo fenomeno rispetto ad altri paesi europei quali ad esempio Francia, Gran Bretagna e Irlanda che si sono già messi in tal senso; l’Italia ha adottato questa normativa nella primavera scorsa.

Il rischio generale, in questo caso, è che la preoccupazione del medico di non incorrere in contenziosi, in mancanza di una legislazione specifica, finisca per distoglierlo dalla migliore cura del pazienti e, nei casi di medicina difensiva negativa, dal farlo astenere dal praticare interventi ad alto rischio a pazienti nei quali potrebbe essercene specifica indicazione.

Siamo uno dei pochi paesi europei in cui il medico continua a rischiare il penale in situazioni in cui si è di fronte ad una prestazione che non è esente in assoluto da errori oppure da conseguenze non prevedibili, che producono danno ai pazienti anche in assenza di errori.

Ovviamente il tutto va inquadrato in un aspetto di RIGOROSO EQUILIBRIO in cui va in ogni caso garantito il diritto del cittadino all’applicazione dei migliori protocolli di cura ed in ogni caso al giusto risarcimento di un danno che abbia involontariamente ricevuto.

Cuore del provvedimento, quindi, è la tutela del personale medico e sanitario qualora nello svolgimento delle proprie prestazioni segua le linee guida riconosciute e le buone pratiche che devono essere indicate con il supporto tecnico dell’Authority, tramite Decreto Delegato – passaggio fondamentale che sarà effettuato entro giugno 2018.

Questo progetto di legge va ad inserirsi oggi in un sistema in cui devono essere adottate linee guida giuridicamente strutturate e sulle quale viene a basarsi tutta la disciplina della responsabilità penale e civile del personale; linee guida che rappresentano quel quadro di best-practics cui, settore per settore, fa riferimento l’intera comunità scientifica internazionale.

Un sistema in cui manca una precisa disciplina della responsabilità medica e del personale sanitario è un sistema in cui a professionisti che si accingono a intervenire sui pazienti, quindi su persone, deve essere garantita la sicurezza e la tranquillità che operando nel rispetto di un quadro di norme ben precise non può esserci rispondenza dell’azione penale, ferma restando la possibilità per il paziente che ritiene di essere stato in quale modo pregiudicato nel suo percorso di cura, di attivare le azioni giuridiche che ritiene più valide e di ottenere risarcimento danni.

Un punto molto qualificante della legge è quello che prevede l’istituzione presso l’Authority di un osservatorio sulla sicurezza in sanità ovvero un osservatorio che valuta il rischio connesso alla pratica medica e sanitaria. Questa struttura ha l’importante compito di raccogliere i dati su RISCHI eventi avversi e numero di contenziosi cui l’Istituto SS e le altre strutture sanitarie private vanno incontro e, dopo analisi di tali dati, procede a individuare interventi correttivi delle criticità e piani di formazione, ove necessari. L’osservatorio sulla sicurezza, inoltre, sulla base dei dati trasmessi, elaborerà i dati in funzione da una parte di verifica della qualità del sistema finalizzata all’autocorrezione e tale fase di elaborazione dati risulta assai utile per l’accreditamento delle strutture in quanto dà la possibilità di verificare se le stesse sono in linea con gli standard quali-quantitativi necessari.

Questa legge, infine, è il tassello di una riforma più complessiva che, con vari interventi, andrà a risolvere le problematiche oggi relative al personale medico e sanitario e che dovrebbero dare la possibilità di dare risposte importanti alle esigenze dell’Istituto. Si colloca in questa direzione la prossima revisione del Testo Unico delle disposizioni per il personale sanitario dipendente dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, che dovrebbe dare anche una risposta in termini di previdenza all’intera categoria.