Alcuni passaggi della Dichiarazione Carta dei Diritti e dei Principi Fondamentali (la nostra Costituzione) recitano:
“Gli accordi internazionali in tema di protezione delle libertà dei diritti e dell’uomo, regolarmente stipulati e resi esecutivi, prevalgono in caso di contrasto sulle norme interne”
“La Repubblica assicura pari dignità sociale e uguale tutela dei diritti e delle libertà. Promuove le condizioni per l’effettiva partecipazione dei cittadini alla vita economica e sociale del Paese.”
“I diritti della persona umana sono inviolabili.”

Desidero citarli per esprimere qualche considerazione sulle tematiche dell’aspirazione umana alla libertà e alla giustizia sociale da parte di chi vive la disabilità.
Ricordo ancora una volta che la Repubblica di San Marino ha sottoscritto la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone con disabilità. Un Trattato internazionale che cala gli stessi diritti umani, previsti per tutti, nella realtà specifica delle persone con disabilità, li contestualizza e li rende inderogabili. Idem per le libertà fondamentali.
Il punto sul quale vorrei riflettere, e condividere la mia riflessione in modo che ci si renda tutti conto, è il fatto che la realtà delle persone sammarinesi con disabilità è ancor oggi ben diversa, purtroppo, da quella che sarebbe lecito aspettarsi in virtù di quanto sopra.
Mentre da un lato i diretti coinvolti e le loro famiglie continuano a subire sistematicamente la violazione di tali Diritti tra l’indifferenza pressoché generale da parte di chi di dovere, con conseguenze penalizzanti e talvolta umilianti, dall’altro si continua ad assistere ad un pubblico distacco da tali importanti questioni verso le quali, invece, la politica e le Istituzioni avrebbero l’obbligo di dare risposte concrete. Non possono disinteressarsene!

Anche leggendo la Relazione annuale della Commissione Sammarinese per l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone con disabilità, presentata recentemente anche alle organizzazioni politiche, si ha la chiara percezione di come siamo ancora lontani da una reale attenzione e da un vero impegno rispetto a queste tematiche.

Vorrei ricordare che lo Stato siamo tutti noi, persone ciascuna con la propria diversità: questa è la normalità, e nello Stato di Diritto la sfera pubblica è lo spazio al quale ciascuno, nel rispetto delle regole, può accedere ed entro il quale decidere e vivere la propria esistenza, far sentire la propria voce e trovare ascolto nelle Istituzioni. I Diritti non sono ad appannaggio dei più forti, più ricchi o più fortunati, o di chi ha specifici interessi. Dal godimento dei diritti umani nessuno può essere escluso. E’ fondamentale rivendicare tale normalità, affinché anche le persone con disabilità possano realmente usufruire dello spazio pubblico (istituzionale, materiale e culturale) come elemento comune di diritto, valore morale e universale di ogni individuo. Non solo, è altresì importante che esse possano essere coinvolte quali soggetti attivi e capaci di rimuovere gli ostacoli di un sistema costruito su fondamenta escludenti per alcuni anziché ideato per tutti.

La libertà fondamentale di esprimere la propria personalità è la possibilità per ognuno di decidere ed essere protagonista del proprio destino attraverso la partecipazione e l’interazione diretta con gli altri. Non può esserci giustizia sino a quando le persone con disabilità non saranno messe tutte nella condizione di condividere le decisioni circa la loro esistenza, senza essere strumenti passivi di qualcun altro.

Riconoscere e garantire la Vita Indipendente, nel senso ampio di tale termine, alle persone con disabilità, oltre ad essere un obbligo del nostro Paese è un Diritto inviolabile.

L’indifferenza e la conseguente inadempienza della Pubblica Amministrazione, dei Pubblici Servizi ecc., potrebbe addirittura configurarsi come ipotesi di reato nei confronti di tali cittadini, persone spesso invisibili nell’Antica Terra della Libertà, alle quali si recano danni esistenziali (fisici, psicologici nonché morali) di cui nessuno si cura o risarcisce: perché davvero le persone con disabilità vivono situazioni di discrimine giornalmente.

Per il raggiungimento del pieno rispetto dei diritti e della dignità delle persone con disabilità, è importante creare quella che è considerata da tutti la condizione chiave, la volontà politica, e questa la si ottiene con più facilità se si è presenti e visibili all’interno delle Istituzioni. I tempi per cambiare la mentalità sono molto lunghi, ma dobbiamo insistere per esercitarla alla trasformazione e scuoterla di tanto in tanto.

Io mi impegno anche per questo.

Mirco Tomassoni