Eccellenze e colleghi Consiglieri,

anche io faccio volentieri alcune considerazioni e qualche riflessione di tipo generale sul dibattito sin qui ascoltato su un tema così importante come quello del gradimento del Direttore Generale della Banca Centrale. Banca Centrale che, lo ricordo, dalla sua istituzione, nel 2005 è andata incontro a 6 modifiche statutarie, la più corposa avvenuta nel 2010, con accentuazione della autonomia, dopo le vicende Caringi, Papi, Bossone nel 2010, su esplicita richiesta del Fondo Monetario Internazionale.

Banca Centrale che, lo ricordo di nuovo, ha visto avvicendarsi negli ultimi 10 anni 5 Direttori Generali e 5 Presidenti, 6 con quello che si andrà a nominare successivamente. Solo Capuano, voglio precisare, è stato nominato da questa maggioranza.

Nello stesso intervallo di tempo il settore bancario e finanziario è andato incontro a numeri da bollettino di guerra, le ragioni le abbiamo già evidenziate tante volte, sono diverse, e non le abbiamo addebitate in modo crudo nel gioco delle parti MAGGIORANZA – OPPOSIZIONE a voi minoranza, come avremmo potuto fare. Al di là di una mancanza di iniziativa e coraggio sulle cose da farsi, le condizioni di difficoltà delle banche sono frutto della crisi economica internazionale, del credito concesso in modo spregiudicato o in modo superficiale (azioni di responsabilità saranno puntualmente avviate in tutti i casi con presupposti), del credito concesso ad imprenditori seri che purtroppo hanno subito la crisi, alle mutate condizioni del mercato finanziario, ai molti scudi fiscali che si sono susseguiti. Abbiamo detto nei 14/15 dibattiti sulle banche che quello del credito è un settore delicatissimo e che avrebbe bisogno di fiducia, di protezione e di salvaguardia, in primis smettendo di parlarne in termini ALLARMISTICI. Ce lo siamo detti tante volte. Lo ribadisco. Lo sapete benissimo anche voi che servono riservatezza e cautela ma a volte, lasciatemelo dire, mi pare che ad alcuni di voi non interessi più di tanto affossare il settore bancario creditizio, pur di danneggiare il Governo e questa maggioranza. QUESTO NON E’ UN ATTEGGIAMENTO CHE FA IL BENE DEI RISPARMIATORI, perché è di questo che parliamo in fondo.

Al di là di alcuni passaggi di cattivo gusto, la critica più forte che ci fate oggi è quello di non aver condiviso la nomina del Direttore e in generale di procedere in modo unilaterale. Certo nel mondo ideale maggiore condivisione sarebbe stata possibile. Ma non va tutto bene e non siamo nel mondo ideale, siamo nel corso di un percorso avviato dall’inizio del nostro governo, che doveva avere 3 passaggi fondamentali: rilevazione della situazione NPL interna alle banche, gestione degli NPL in un percorso di condivisione con le aziende di credito e con la costituzione di un veicolo in grado di garantire eventuali vantaggi nel recupero alla collettività, rilancio del settore e della sua internazionalizzazione con servizi di qualità trasparenti e validi. Siamo, ripeto, nel corso di un percorso interrotto che è urgente riprendere e concludere.

Nel mondo ideale il Presidente si sarebbe probabilmente dovuto nominare prima del Direttore ma le condizioni e la necessità di terminare un percorso hanno reso indispensabile procedere a questa nomina.

Se era necessario procedere a fare una nomina così urgentemente? Si, perchè il Direttore Generale dovrà e in tempi celeri occuparsi “solo” di vigilanza, NPL, liquidità, vigilanza, AQR, piani di ristrutturazione, bad bank, direzione e riforma di Banca Centrale, rapporti con il Fondo Monetario, rapporti con la Banca d’Italia.

Quindi si, abbiamo accelerato, perché è INDISPENSABILE procedere con il percorso identificato, ma non pensiamo che la nomina di Moretti sia un passo falso perché ha le caratteristiche per portare a termine nel migliore dei modi quanto tracciato. D’altra parte RICORDO che la nomina viene fatta dal Consiglio Direttivo di Banca Centrale, al Consiglio Grande e Generale spetta il gradimento, diversamente da quanto previsto per il Presidente, per il quale il Segretario Celli ha già detto di voler fare un tavolo con la minoranza per fare una scelta condivisa.

Sulla questione della condivisione vorrei ricordare che il Governo, nell’ambito del proprio ruolo, quello di avere la responsabilità di Governare, ha portato avanti varie iniziative finalizzate a informare e fare chiarezza: sui conti pubblici, sul percorso di risanamento e rilancio del settore bancario, sulla costituzione di una bad bank per la gestione degli NPL, su situazioni particolari inerenti le banche con  sedute segrete all’interno della Commissione Finanze, con 14 o 15 dibattiti all’interno del Consiglio Grande e Generale, che comunque avranno un prezzo molto alto.

Ci è stato detto che abbiamo affrontato con troppa determinazione difficoltà interne alle banche, che volevamo chiamare dei finanziatori, cavalieri più o meno colorati, che volevamo svendere le banche a finanziatori esteri.

Abbiamo detto che volevamo costituire una bad bank pubblica, e lo ribadiamo, pubblica, perché lo Stato, molto più dei privati, non cercando speculazioni e svalutazioni, non avendo l’urgenza di fare profitti a strettissimo giro, si può permettere il tempo di recuperare con gradualità e con efficacia i crediti, con maggiori tassi di recupero, evitando la fretta che potrebbe avere un investitore privato che potrebbe non permettersi il lusso di non avere ritorni in termini economici in tempi brevi. Ma anche questo è stato soggetto a critica perché anche in questo caso ci sono rischi che qualcuno se ne approfitti.

Abbiamo detto che vogliamo il rilancio del comparto bancario e finanziario quale settore fondamentale al rilancio dello sviluppo e ci è stato ripetuto che non si deve puntare su questo perché c’è il pericolo della finanza tossica.

Certo, nella realizzazione degli obiettivi delineati ci sono stati alcuni problemi che hanno reso necessario procedere in modo veloce a volte e a tratti non condiviso, come ci si era proposti all’inizio del percorso.

Abbiamo un progetto di rilancio del settore ben preciso che punta all’ internazionalizzazione e che abbiamo già delineato nei suoi elementi fondamentali in questa Aula numerose volte e che nel poco tempo a disposizione non è possibile dettagliare nuovamente. Oggi riconfermiamo quelle scelte e riteniamo che la nomina dell’avv. Moretti, persona di grande ed alta esperienza nel settore bancario e finanziario italiano e internazionale, possa rappresentare un importante tappa del nostro percorso.

Eva Guidi