Grazie Eccellenze,

Colleghi Consiglieri,

ho sentito interventi che hanno trattato tutto tranne che delle dimissioni di Capuano, quindi concedetemi di tornare al comma in oggetto e di parlare delle dimissioni del Direttore di BCSM.

Prima di fare alcune  valutazioni sulle dimissioni del Dottor Capuano, vorrei però condividere con l’Aula un ricordo di qualche mese fa, in particolare quando è “venuto fuori” il nome di Capuano come futuro Direttore di BCSM.

Ricordo con assoluta certezza il fermento tra i banchi dell’opposizione, con le solite volpi da tastiera a cercare una qualsivoglia informazione contro Capuano, foss’ anche una multa, ricordo anche la soddisfazione quando erano assolutamente certi di aver trovato la prova delle prove per affossarlo prima di farlo arrivare a San Marino e poi, la delusione delle delusioni: quel mezzo dossieraggio non riguardava il Capuano futuro Direttore di BCSM ma un omonimo.

Ricordo anche un Ufficio di Presidenza in cui l’opposizione vincolava l’organizzazione dei lavori del Consiglio Grande e Generale ad un’audizione del Dottor Capuano prima ancora che lo stesso diventasse Direttore. Faccio una parentesi per completezza di informazione: Capuano ha partecipato all’audizione che peraltro è andata molto bene.

Perché ho voluto ricordare questi due fatti? Perché questo è il clima che si è trovato il Dottor Capuano arrivato a San Marino. Questo è il benvenuto che la politica gli ha dato, a fronte di una sua immediata disponibilità e professionalità.

Parentesi doverosa, visto che qualche Consigliere prima di me ne ha parlato: il pagamento tramite Fondazione dei compensi di Grais e Savorelli non è stato disposto da questo Governo, quindi invito i Consiglieri di opposizione interessati a questo tema di chiedere a chi c’era prima di noi, nella scorsa legislatura, e non al Segretario Celli.

Passo ora alla lettera di dimissioni. Sono tre i punti che si evidenziano:

  • La mancanza di certezza giuridica sia rispetto alla strategia generale del sistema bancario della Repubblica sia rispetto la sua posizione personale in BCSM;
  • La questione della perquisizione;
  • La mancanza – secondo Capuano – della volontà di affrontare i problemi del nostro sistema inserendolo in un contesto internazionale.

Vado in ordine e parto dalla mancanza di certezza giuridica in BCSM. Il Dottor Capuano è entrato in BCSM e si è trovato di fronte un clima molto ostile, un muro di gomma mi verrebbe da dire, un contesto in cui gli era evidentemente difficile riuscire a lavorare in modo sereno e quindi sostanziale. È ora di rivedere Banca Centrale e la sua struttura? Penso proprio di sì e penso si debba fare in tempi congrui e non perché Capuano non ha trovato un clima sereno, ma perché è evidente che ci sia qualcosa che non funziona.

La questione della perquisizione. Su questo punto non voglio entrare nel merito perché sono in corso dei chiarimenti. Faccio però una riflessione cercando di mettermi nei panni del Dottor Capuano. Io mi sarei sentita altrettanto violata se qualcuno avesse fatto una perquisizione in quella che da diversi mesi è diventata casa mia, senza un avvertimento adeguato, come si evince da quanto scritto nella lettera di dimissioni. C’è un sacrosanto diritto, che è quello del diritto al privacy e qui, secondo il Dottor Capuano, non è stato garantito.

Faccio una precisa e doverosa puntualizzazione sul famoso esposto fatto dal Governo. Tenendo presente il ruolo apicale ricoperto da un cittadino italiano proveniente da un ambiente istituzionale di elevata importanza, l’esposto aveva l’esclusiva funzione di approfondire alcuni aspetti e chiarirli, tutte le altre illazioni, rimangono tali. Mere illazioni. Non è assolutamente un atto di ostilità da parte della maggioranza e del Governo nei confronti della Magistratura.

Ultimo punto: la mancanza, secondo Capuano, della volontà di affrontare i problemi del nostro sistema inserendolo in un contesto internazionale con i vincoli che ne conseguono. Il governo è al lavoro proprio per rispondere in maniera adeguata i problemi sistemici e di affrontarli rientrando nei parametri e quindi vincoli internazionali. Alla base però di queste decisioni e di questo approccio, ci deve essere un approfondimento e una condivisione perché il Paese dovrà affrontare delle scelte strutturali. Scelte strutturali che riguardano la sanità, lo stato sociale in generale, l’IVA, lo sviluppo, solo per fare degli esempi.

Quindi come Paese abbiamo il dovere di individuare i punti fermi e gli obiettivi che vogliamo raggiungere e da qui interfacciarsi con gli organismi internazionali. Faccio un esempio pratico, per capirci: la nostra sanità è universalistica e per ogni sammarinese è di vitale importanza mantenerla tale. Il sistema sanitario di tipo universalistico pesa molto, costa. Quindi è evidente che se non si chiarisce che la sanità deve essere universalistica e quindi che lo Stato è disposto a mantenere un costo importante pur di garantirla, è chiaro che l’interlocutore, che può essere il Fondo o altri organismi, ci indicheranno di tagliarla. Questo è giusto per fare un esempio concreto.

Tornando al punto: il governo è al lavoro per far sì che ci si possa interfacciare in maniera chiara e condivisa con l’esterno, con gli organismi o l’organismo internazionale con cui si deciderà di interfacciarsi. Cosa significa avere l’appoggio, la certificazione di un organismo internazionale? Significa dare un’immediata affidabilità del nostro sistema. Quindi è chiaro che ogni mossa e ogni obiettivo deve essere chiaro perché poi avrà ripercussioni sull’intero sistema.

Io non mi dilungo oltre. Vorrei solo dire, riferendomi a quello che sta continuamente succedendo nel Paese, soprattutto a livello politico, che siamo qua per dare un contributo fattivo, che lo scontro politico non può mai andare a ledere il Paese ed è stato veramente brutto assistere agli attacchi dell’opposizione all’indomani dei lanci del Tg5. Anche in quel momento, quando il nostro Paese è stato messo alla gogna mediatica, non si è stati in grado di mettere da parte lo scontro politico. Questo è veramente avvilente.

Grazie.

VD