Il tema della morte medicalmente assistita tratta un argomento con implicazioni etiche alquanto significative, ciò nonostante ha ottenuto il consenso unanime del Consiglio Grande e Generale. Il nostro Paese ha bisogno di adeguarsi e progredire; per questo tutti sono stati concordi nel riconoscere che i diritti debbano essere garantiti nel corso della vita lo siano fino al momento della morte. Fra questi la dignità e l’autodeterminazione, cioè la possibilità di decidere le modalità delle cure, rappresentano un tassello fondamentale che va considerato, sostenuto e regolamentato nel rispetto delle volontà della persona nell’accompagnamento verso la morte.

La sfera dei problemi è molto delicata, ma nella naturale consapevolezza di dover convivere con la pluralità di orientamenti etici e di convinzioni religiose, per la politica, la medicina e la società sammarinese è giunto il momento di misurare il grado di umanità e civiltà, ricercando una sintesi minima etica e giuridica che accolga le sollecitazioni del paziente “in fine vita” e tuteli l’attività del medico che lo sta curando. L’ordine del giorno dà mandato al Governo e all’ISS di applicare adeguati protocolli per le cure palliative, prevedere un luogo appropriato da adibire ad hospice, individuare un percorso normativo che ricomprenda la tutela del cosiddetto “fine vita”, a cominciare dal riconoscimento del testamento biologico, alle norme e procedure di donazione/espianto d’organo in caso di morte cerebrale, all’accompagnamento farmacologico verso la morte, fino al potenziamento dei servizi territoriali e domiciliari in sinergia con i servizi offerti dalle organizzazioni di volontariato sammarinesi. Se attraverso tali misure si riuscirà a riverberare la condivisione di cui sopra nelle scelte e nelle decisioni “medico-paziente”, fino a giungere all’autodeterminazione, per il nostro Paese ciò rappresenterebbe un traguardo di grande rilevanza civile.

ORDINE Del Giorno
Il Consiglio Grande e Generale
preso atto
dell’interesse mostrato dai concittadini sammarinesi in merito agli argomenti
riguardanti le tematiche del fine vita, della dichiarazione di morte cerebrale, del
testamento biologico, della donazione d’organo e dell’eutanasia, manifestata anche
attraverso l’Istanza d’Arengo
Con l’intento unico
della tutela della vita, del fine vita e della loro dignità, allo scopo di intraprendere un
percorso di istituzionalizzazione che tuteli e salvaguardi i percorsi delle cure palliative,
dal momento della diagnosi e prognosi infauste alla fase terminale di malattia;
impegna il governo
1. A definire le modalità operative da recepire nell’ambito delle Linee di Indirizzo Aziendali dell’ISS per il 2018, di un percorso delle cure palliative, identificando un adeguato spazio da adibire ad hospice, all’interno dell’istituto sicurezza sociale, con la disponibilità al confronto con gli specialisti competenti, parti sociali e associazioni, in grado di seguire il paziente e i suoi famigliari dalla prognosi infausta all’exitus;
2. AII’individuazione di un percorso normativo, anche interpellando il Comitato di Bioetica, che ricomprenda la tutela del cosiddetto “fine vita”, a cominciare dal riconoscimento del testamento biologico, alle norme e procedure di donazione/espianto d’organo in caso di morte cerebrale, all’accompagnamento farmacologico verso l’exitus;
3. AI potenziamento dei servizi territoriali e domiciliari per il paziente che necessiti di cure palliative, anche in sinergia con i servizi offerti dalle strutture di volontariato presenti in territorio