Non c’è dubbio.

È ammirevole l’ostinazione con cui un partito ormai a forte rischio estinzione, continua a impartire lezioni di politica a destra e a manca.

Il Partito Socialista non demorde.

È ridotto ai minimi termini, in Consiglio Grande e Generale i suoi rappresentanti sono appena due, è destinato ad un isolamento politico sempre più marcato e per ritagliarsi un ruolo, anche se del tutto marginale e irrilevante, si umilia al punto da presentare alla legge di bilancio alcuni emendamenti “ad personam” in favore del vero e unico leader dell’opposizione.

Il Partito Socialista, però, non ci sta e con lo stile tipico dei vecchi arnesi della politica cerca di gettare zizzania tra alleati, peraltro in modo poco lucido e piuttosto goffo.

I Socialisti e il suo ghostwriter sono sempre più prolifici nel dispensare giudizi e nel fare ciò denotano una inquietante ossessione nei confronti di Sinistra Socialista Democratica e dell’ex Consigliere Simone Celli.

Umanamente e politicamente li comprendiamo. Alleandosi con la Dc si sentivano già al governo e per qualcuno di loro il profumo di una confortevole segreteria di stato era così intenso da mettersi alla ricerca di collaboratori già nel corso della campagna elettorale. Dopo anni di convinto servilismo alla Dc, il giusto premio era dietro all’angolo e qualcuno già lo stava pregustando.

Sappiamo tutti come andò a finire: il sogno si trasformò in un incubo in quella sera del 4 dicembre 2016 e i socialisti ancora oggi non si sono ripresi dal trauma e con ogni probabilità mai riusciranno a superarlo.

Mai direi mai, la ruota gira e se sopravviverà all’estinzione forse anche il Partito Socialista prima o poi conquisterà il governo.

Ora però se ne faccia definitivamente una ragione.

In questa legislatura è Adesso.sm a rappresentare la maggioranza consiliare e Sinistra Socialista Democratica ribadisce gli ottimi rapporti con gli alleati. Con Civico 10 e Repubblica Futura c’è unità di intenti ed è assolutamente condivisa la volontà di portare a compimento il percorso di risanamento e rilancio della Repubblica di San Marino. Possono esserci vedute e opinioni differenti su alcuni temi, ma sino ad oggi con correttezza e lealtà si è sempre trovata la sintesi più consona e ragionevole per sostanziare la posizione dell’intera coalizione e sicuramente sarà così anche in futuro.

Chi, come il Partito Socialista, vuole conficcare il coltello in piaghe inesistenti, deve sapere che ha completamente sbagliato indirizzo.

Concludiamo con un auspicio che purtroppo resterà inascoltato.

Negli ultimi mesi il Partito Socialista ha perseguito scientificamente la strada degli insulti, delle offese e delle denigrazioni.

Ne è plastica esemplificazione il recente intervento consiliare – intriso di astio, rancore e livore – del suo capogruppo sul comma delle dimissioni di Simone Celli.

Siamo consapevoli che i socialisti non abbiano altri mezzi per giustificare la loro presenza nel panorama politico locale se non quello di incattivire il linguaggio all’ennesima potenza.

Ma a tutto c’è un limite e questo limite è stato abbondantemente oltrepassato.

Siamo certi che il nostro invito ad una rinnovata pacatezza dei toni cadrà nel vuoto, anche perché – visto che il Ps ha parlato di leoni ruggenti e volpi spelacchiate – è bene ricordare che in giro ci sono diversi lupi che perdono il pelo ma non il vizio.

È proprio vero che del bel tacer non fu mai scritto.

San Marino, lì 20 febbraio 2019

Ufficio stampa

Sinistra Socialista Democratica