Grazie Eccellenze,

ringrazio la Segretario di Stato Eva Guidi per le relazioni.

Per questo mio intervento voglio partire da tre parole chiave che sono riprese anche nella Relazione: SOSTENIBILITÀ, EQUITÀ e SVILUPPO ECONOMICO.

Tre parole chiave perché determinano non solo il consolidamento e la soluzione alle necessità, alle difficoltà del momento, ma soprattutto programmano rispetto lo sviluppo futuro.

Parto da sostenibilità: perché l’obiettivo del pareggio di bilancio- che qualcuno ha definito “sterile”- in realtà è un obiettivo strategico perché garantire la sostenibilità da una parte del debito pubblico e dall’altra nel ripristinare le riserve di liquidità dello Stato e del conseguente contenimento della spesa pubblica, significa rendere il nostro Paese più solido agli occhi sia dell’economia interna, quindi del Paese stesso, sia a livello internazionale.

Significa anche riuscire ad ottimizzare le risorse e in questo senso mi riferisco alla PA nel senso più ampio possibile, un’ottimizzazione della PA, quindi della macchina operativa dello Stato, significa di per sé avere un fatto di sviluppo economico molto importante per lo Stato stesso: questo è un dato che l’Organizzazione Internazionale del Lavoro riprende in quasi tutti i suoi report sui focus internazionali.

Dobbiamo tener ben a mente questo assunto perché quando parliamo di contenimento della spesa, di pareggio di bilancio, di una PA efficiente ed efficace, significa che stiamo dando al Paese la possibilità di uno sviluppo economico “organico”.

Prima di passare alla seconda parola chiave, ovvero equità, volevo fare un passaggio, senza creare polemiche,  perché in diversi prima di me hanno ripreso il tema delle consulenze: le consulenze dello Stato, quindi le consulenze legate alla PA, nell’ambito della riduzione della spesa pubblica, vorrei farvi notare un dato che aveva portato il Segretario Zanotti.

Una diminuzione di circa il 40% delle consulenze che vengono erogate. Per darvi qualche dato: se nel 2015 le consulenze ammontavano a € 1.718.941, nel 2017 queste consulenze sono state ridotte a €1.047.384, con un risparmio complessivo di circa € 670.000,00. È molto? È poco? Sicuramente è un dato significativo. Il lavoro che il Segretario Zanotti sta portando avanti ha l’obiettivo di diminuire ulteriormente questo ammontare e riuscire ad organizzare ed accedere alle competenze già in forza/ in seno alla PA, quindi valorizzare le risorse già esistenti.

Per quanto riguarda – e faccio l’ultimo riferimento agli interventi che mi hanno preceduto – le decurtazioni, per gli stipendi pubblici è bene ricordare che le fasce più basse sono tutelate/protette. Per quanto riguarda le pensioni, invece, c’è stato un abbattimento forfettario dal 20% è passato al 7%.

Passo ora alla seconda parola chiave: equità. Equità è sinonimo di riforme strutturali, come la riforma previdenziale, l’imposta sul valore aggiunto e l’ICEE. È vero, sono riforme che da sole/ isolate, hanno effetti limitati, ma chiaramente messe a sistema – ed è il compito dello Stato –  producono effetti positivi.

Lo ricordava anche la Segretario Guidi nel riferimento sul Fondo: il rammarico è che queste riforme dovevano essere fatte anni fa. Non lo dico perché adesso le dobbiamo fare noi, ma perché se fossero state fatte nel momento opportuno, c’erano molte più risorse da poter mettere a sistema e chiaramente l’impatto sarebbe stato diverso. Erano riforme che servivano, servivano già da tanti anni, adesso non sono più negoziabili/procrastinabili, siamo quindi chiamati a farle e cerchiamo di farle con la maggior condivisione, trasparenza e chiarezza possibile.

[…]

L’altra grande parola chiave è SVILUPPO ECONOMICO e in questo bilancio e in questa Relazione è ben presente. Sviluppo economico che da una parte sono le riforme di sistema, che aiutano tutto il sistema Paese, dall’altro sono gli strumenti abilitanti, come le telecomunicazioni, la semplificazione, la facilità dell’accesso al credito (perché quando parliamo della ristrutturazione del sistema bancario-finanziario, oltre ad una ricapitalizzazione e un piano di sviluppo solido, la possibilità – attraverso il Memorandum d’Intesa con Banca d’Italia e l’Accordo di Associazione con l’UE- di preparare e dare l’opportunità al nostro sistema bancario-finanziario di aprirsi con servizi verso l’esterno, si parla anche dell’accesso alle linee di credito. Lo sappiamo è un punto essenziale per le imprese per fare sviluppo e poter investire e per la classifica Doing Business…  Abbiamo una crescita che c’è, ma che deve consolidarsi e quindi tutti dobbiamo dare il nostro contributo affinché le criticità vengano risolte.), le infrastrutture e il controllo e gli accertamenti da parte dell’Ufficio Tributario […]

Vado alle conclusioni, quello che è da sottolineare è che, al netto delle riforme strutturali, ci deve essere un capitolo – e in questo Bilancio è presente – legato allo sviluppo economico del Paese, che significa infrastrutture, telecomunicazioni, significa dare gli strumenti e la fiducia- che chiaramente deve essere verificata-  a quelle Agenzie, quegli Istituti che lavorano per lo Stato verso l’esterno.

Come ha detto la Segretario Guidi: “LO STATO SIAMO TUTTI NOI”.

Lo Stato siamo tutti noi sia nel momento in cui ognuno di noi è chiamato a fare uno sforzo – contribuendo – per avere servizi, sia nel momento in cui c’è da risollevare l’economia del Paese.

In questo penso/sono convinta che in questo bilancio la strada è tracciata, è chiara.

La dobbiamo seguire tutti, confrontandoci, smettendo di puntare il dito, lamentandoci se le cose che si fanno non sono esattamente come vorremmo.

Il Paese ha bisogno del contributo di tutti, quindi il mio invito e il mio appello è questo.

Grazie!

Vanessa D’Ambrosio