Con la storia di Delta ci si potrebbe scrivere un romanzo giallo, con tanto di protagonista, antagonista, vittime e carnefici…

In realtà è già stato scritto un libro sul caso, intitolato“Omicidio di impresa”, che racconta tutta la storia, dal suo punto di vista dell’autore, i coinvolgimenti, i risvolti politici.

Il Gruppo Bancario Delta era nato nel 2003, aveva visto crescere ogni anno i suoi utili anche grazie all’impegno dei suoi 900 dipendenti, tutti giovani motivati e meritevoli con età media 35 anni.

Delta era un gruppo finanziario solidissimo, creato e sviluppato sotto la vigilanza di Banca d’Italia. Quindi secondo tutte le regole, una società italiana con sede giuridica a Bologna.

Operava nel settore del credito al consumo, con le modalità molto in voga del finanziamento al dettaglio, attraverso 3 società controllate, per acquistare, ad esempio, elettrodomestici di ogni tipo, televisori, lavatrici, frigoriferi e quant’altro. Era il primo importante investimento che San Marino avesse mai fatto oltre i propri confini, da una idea dell’allora direttore di Cassa di Risparmio, Mario Fantini, fondatore di Delta.

E la cosa funzionò benissimo nei primi anni, tanto che Cassa aveva ottimi profitti. Tanto buoni da dar fastidio al sistema bancario italiano, che accusò Delta di lavorare con proventi sammarinesi frutto di evasione fiscale in Italia (il nero per essere chiari). E da qui è partita l’inchiesta “Varano” da parte della procura di Forlì, che portò al commissariamento di Delta, azione che doveva riportare in bonis l’azienda, ma che di fatto con il prolungarsi negli anni, ha prodotto una disastrosa perdita di valore, che ha recato danni a una moltitudine di lavoratori, azzerato saperi aziendali costruiti negli anni, prodotto ingenti perdite economico-patrimoniali per soci e per terzi.

Sul fatto che San Marino non abbia difeso sufficientemente l’investimento di Cassa di Risparmio in Delta e che la politica abbia cercato di insabbiare piuttosto che fare chiarezza ed eventualmente rimuovere chi aveva commesso degli errori, è ancora da mettere completamente in chiaro. Alla fine chi è stata rimossa è proprio l’Azienda Delta, con tutte le conseguenze che oggi viviamo su Cassa di Risparmio.

Si, perché Cassa di Risparmio finanziava con i suoi soldi Delta, che a sua volta finanziava le 3 società da lei controllate, Plusvalore, Detto Factor e Carifin, che erogavano credito al dettaglio, in particolare nel sud d’Italia.

L’ultimo finanziamento elargito dalle società controllate risale all’inizio del 2009 e nello stesso anno Delta è stata commissariata, a seguito dell’indagine “Varano”. 2003/2009 sei anni di attività di Delta.

Finito il commissariamento, nel febbraio 2012 nasce la società SGCD SpA che aveva l’incarico di riscuotere i crediti, rimasti congelati per 3 anni. Cassa di Risparmio detiene il 10% di SGCD e per il resto partecipano banche italiane ed estere come BNL, BPER, Unicredit, Monte Paschi…. . Inizialmente non si voleva che ci fosse un consigliere di Cassa di Risparmio nel CDA di SGCD, ma poi è stato ottenuto ed è stato incaricato il responsabile dell’antiriciclaggio.

Mentre tutte le altre banche negli anni successivi al commissariamento hanno man mano svalutato i loro crediti, San Marino scelse di non svalutarli in Cassa di Risparmio per non far preoccupare i cittadini e i milioni messi a più riprese dallo Stato nel bilancio di Cassa (240 circa) si sono così volatilizzati.

Questo governo invece ha avuto il coraggio di dirlo e di denunciarlo. Inutile continuare a finanziare Cassa se prima non si chiudono le falle, come dice il Segretario Celli.

I crediti residui erogati da Delta dal 2005 al 2008 sono diventati NPL, crediti deteriorati difficili da riscuotere, anche perchè hanno ormai superato i 10 anni.

Nell’ottobre 2016 il CDA di SGCD (per il 10% di Cassa di Risparmio) decide di iniziare un procedimento di vendita di un portafoglio costituito per 85% di credito al consumo senza garanzie, maturati fra il 2005 e il 2009. Questa facoltà era compresa nelle sue possibilità, quindi nulla di illegale. Ed è chiaro che questa azione fatta a cavallo della campagna elettorale non c’entra proprio nulla con questo governo.

La trattativa di vendita è andata avanti ed ancora in corso; sono state selezionate alcune proposte.

Questo pacchetto, per cui l’opposizione si sta indignando tanto, non comprende i crediti a carico di sammarinesi nei confronti di Cassa di Risparmio per i quali si costituirà un veicolo pubblico per la loro gestione interna (come previsto dall’ODG dell’11 gennaio 2018 ) e riprendo il disposto che dice: in particolare i crediti NPL che afferiscono a valori immobiliari o altri assetti patrimoniali direttamente riconducibili al contesto sammarinese, o a crediti in essere con istituzioni pubbliche di altri stati, devono essere gestiti all’interno del veicolo pubblico.

Il pacchetto dunque contiene crediti al consumo senza garanzie effettuati dalle 3 società Plusvalore, Detto Factor e Carifin dal 2005 al 2008 prevalentemente nel sud d’Italia.

Ci tenevo a fare un po’ di chiarezza, soprattutto per rispetto verso i cittadini che ci ascoltano da casa.

Sono altresì sconfortata per come qualche consigliere non abbia minimamente recepito l’appello dei Capitani Reggenti fatto proprio oggi come primo atto di questo Consiglio, visti gli attacchi personali beceri e arroganti fatti a professionisti che non sono in questa aula, attacchi personali fatti con grande leggerezza e faciloneria vista la protezione dell’immunità parlamentare; questo è un livello bassissimo del fare politica che squalifica chi lo mette in campo e non certo le persone che qualcuno voleva colpire.

 

Marina Lazzarini