Grazie Presidente,

e grazie ai Rapporteurs per queste due Risoluzioni molto importanti per il futuro di tutti.

Se dovessimo usare uno slogan per capire immediatamente cos’è l’Agenda 2030, potrebbe essere: “nessuno è escluso!”

17 obiettivi per migliorare la vita di tutti, in ogni ambito: dalle azioni per azzerare povertà e fame, alla sicurezza sociale, l’assistenza sanitaria, l’educazione, l’accessibilità all’energia, il lavoro, l’uguaglianza di genere, città sostenibili e azioni per il clima e per la tutale dell’ambienta sono alcuni dei maggiori ambiti di cui si occupa l’Agenda 2030.

Questa Assemblea ha già trattato e continua a lavorare su gran parte degli obiettivi dell’Agenda 2030, tuttavia diventa essenziale, in particolare sull’opportunità che questa nostra Assemblea ha di poter sensibilizzare i parlamenti nazionali e i poteri locali, di rafforzare la cooperazione tra il Consiglio d’Europa e le Nazioni Unite.

Azioni ambizioni che hanno necessità di trovare una concretezza e risultati misurabili, visibili. Per questo ben venga ingaggiare, coinvolgere attivamente i governi e i parlamenti nazionali affinché facciano una programmazione di intervento.

Diventa altresì essenziale fare un lavoro sinergico e coordinato, individuando le dipendenze dei singoli interventi e le conseguenze che questi possono avere – positivi e negativi – sugli altri obiettivi contenuti nell’Agenda 2030 da perseguire.

L’Agenda 2030 rappresenta una sfida: pensare oltre quello che è il modello economico e di sviluppo che conosciamo. Uno sviluppo che sia davvero sostenibile, in cui sostenibilità si traduce con cura, ricerca, uso della tecnologia e attenzione per l’ambiente. Uno sviluppo che tenga acceso il faro dei diritti umani, del lavoro che dia dignità e che non sia sfruttamento, significa per i governi pensare al lavoro che sarà, quello per cui oggi ancora non esistono persone formate e quindi investire e credere nell’educazione e nell’istruzione, nell’accesso al diritto allo studio come diritto umano, così come l’accesso all’assistenza sanitaria, previdenziale e ai servizi. Significa equità, uguaglianza, autodeterminazione. Nessuno deve rimanere indietro.

Un mondo che sia veramente più interconnesso, con un legame non solo virtuale ma consolidato da una visione comune.

Quello che ho appena detto potrebbe tranquillamente essere preso come l’ennesimo libro dei sogni, tuttavia c’è una parola a cui sono molto legata, ovvero GLOCAL: “global e local” in un’unica parola per significare la necessità di pensare globalmente agendo localmente. Significa che se ognuno di noi portasse le istanze e gli obiettivi dell’Agenda 2030 nel proprio Paese, se facesse proposte concrete, se si programmasse in maniera ponderata, ecco avremmo un avanzamento enorme a livello globale dell’Agenda 2030.

Grazie

Vanessa D’Ambrosio

San Marino – SOC group