Grazie Eccellenze,

Prendo la parola per informare l’aula in merito alla Conferenza “Contrasto alle mafie” alla quale il Consigliere Bucci, il consigliere Riccardi e il sottoscritto hanno partecipato in rappresentanza della Commissione Consiliare sul Fenomeno delle Infiltrazioni della Criminalità Organizzata e della sua presidenza, nella mattinata del 5 Ottobre a Roma.

All’incontro erano presenti il presidente del Senato Pietro Grasso, il presidente della Commissione Antimafia Italiana Rosy Bindi, cinque presidenti regionali che vedono, all’interno delle proprie amministrazioni, commissioni finalizzate al contrasto della criminalità organizzata e alcuni membri delle predette commissioni.

Il consigliere Bucci è intervenuta all’incontro portando un indirizzo di saluto, riassumendo in maniera puntuale le azioni compiute: l’adesione alla convenzione ONU contro la criminalità, l’istituzione dell’AIF, la previsione di reati come la falsa fatturazione e l’associazione a delinquere, e ancora, gli adeguamenti agli standard in materia di rogatorie internazionali, che la Repubblica di San Marino ha messo in atto per contrastare, fra gli altri, il fenomeno delle infiltrazioni malavitose.

Azioni concrete che la Repubblica ha messo in campo anche per riacquistare quella credibilità, così tanto messa in dubbio da quegli Stati che oggi, invece, vedono San Marino come un attivo collaboratore nel contrasto di questi riprovevoli crimini.

San Marino è uno Stato, da quanto si evince dai dati pubblicati, che non vede al proprio interno radicamenti malavitosi; ha subito, e probabilmente ancora subisce, infiltrazioni e anche se la situazione non è grave, pensare che gli strumenti messi in campo sino ad ora siano sufficienti, e che siamo ormai esentati dall’affrontare il problema perché si è fatto abbastanza, potrebbe essere un grave errore.

Il Presidente del senato Grasso, già magistrato antimafia, nel suo discorso di apertura della giornata, ha sottolineato come “La grande forza delle mafie consiste nella loro abilità nell’adattarsi al contesto socio-culturale ed economico nel quale operano. Cambiano pelle, si inabissano, fanno sparire le proprie tracce attraverso complesse operazioni; sono inoltre in grado di confrontarsi con il mondo globalizzato e al tempo stesso di dominare nelle realtà locali.”

E’ per noi essenziale quindi, per far si che San Marino non diventi terreno fertile per le mafie, una continua evoluzione e una reazione continua da parte di quest’aula affinché la Repubblica abbia sempre a disposizione strumenti nuovi ed efficaci per contrare le organizzazioni malavitose.

Altro aspetto fondamentale: la lotta alla mafia, giustamente, così come ricordato a più riprese durante la conferenza, è una battaglia che va oltre le bandiere e i partiti. Non devono esserci conflitti politici su quelle normative messe in campo per contrastare la criminalità organizzata, una sola strada è praticabile, quella della legalità e scontrarsi su questi terreni  è  un favore, un regalo alle mafie.

Infine un ultimo aspetto che mi interessa sottolineare è l’attenzione che il presidente Bindi  ha riservato nei confronti della commissione di San Marino, e l’auspicio di un nuovo incontro verso la fine dell’anno, segno dell’alta considerazione che il presidente ripone nella commissione e sintomo del fatto che San Marino non solo sta lavorando nella giusta direzione, ma che in qualche modo sta riguadagnando quella fiducia essenziale che caratterizza la collaborazione fra Stati.