Ringrazio la collega Fresko-Rolfo per aver portato una relazione veramente ben fatta su un tema così importante e tragico.

Come ha ricordato, i matrimoni coatti  sono una forma di violenza contro le donne e una violazione dei diritti fondamentali; per questo è fondamentale che ogni singolo Paese adotti misure per contrastare il fenomeno, si assicuri che le potenziali vittime abbiano accesso ai servizi di supporto e ai meccanismi fi prevenzione. Che sia attiva, in altre parole, una fitta rete sociale.

I numeri spaventano: 39000 -trentanovemila- giovani ragazze, ogni giorno, nel mondo, diventano spose molto prima di aver raggiunto la maggior età. Oltre 1/3 di loro ha meno di 15 anni. Bambine. Stiamo parlando di bambine.

È una tragedia, troppo spesso taciuta o non individuata.

Il matrimonio coatto rappresenta una violenza, fisica e psicologica, perpetrata dalla famiglia e dall’adulto che la prende in sposa (un orco), spesso dalla stessa comunità in cui la ragazza, la bambina, vive.

A queste violenze, si aggiungono altre variabili, chiamiamole così, come il fatto che la ragazza dovrà interrompere la sua formazione scolastica in modo brusco, che verosimilmente non avrà accesso al mondo del lavoro e quindi dipenderà totalmente dal coniuge.

Non bastasse ciò, valutiamo l’aspettativa di vita: il rischio di malattie e morte precoce aumenta esponenzialmente, pensiamo alle emorragie, alle violenze, a possibili parti in un’ età in cui dovrebbe solo preoccuparsi di sognare e istruirsi.

Il matrimonio coatto è il simbolo della cattiveria umana e del rifiuto di riconoscere la donna in quanto individuo, la sua integrità ed autodeterminazione.

È una barbarie! Sono bambine, non oggetti!

 Sono esseri umani, non pezzi di carne!

Non esistono ragioni per tollerare, nel 2018, i matrimoni coatti.

Non esistono tradizioni che possano essere usate come scuso. Parliamo di violenza, in molti casi di pedecastia e pedofilia, di crudeltà!

Le tradizioni ci devono dare i valori, non farci accettare l’ inaccettabile!

Mi scuso se mi sono accalorata, ma non riesco ad essere indifferente.

Non riesco ad essere indifferente nei confronti di ragazze che possono avere l’età di mia sorella o delle mie nipoti.

Abbiamo il dovere, come Parlamentari, di combattere e contrastare i matrimoni coatti/forzati cosi come ogni altra forma di rifiuto  dei diritti umani e della persona.

Ringrazio ancora una volta la Relatrice, sono completamente d’accordo con quanto ha detto e scritto nella risoluzione e spero che le azioni non siano il punto di arrivo, ma possano essere di impulso per misure sempre più efficaci e ci vedano sempre più impegnati e attenti.