I primi centri estivi a San Marino sono nati attorno alle Parrocchie, prima come attività degli oratori e poi con attività scoutistiche in Borgo, a Dogana e presso i Salesiani di Murata.

Durante l’estate i bambini e i ragazzi sammarinesi avevano e, in parte hanno ancora, l’opportunità di partecipare ai soggiorni nella colonia marina statale di Pinarella e nelle due colonie montane sammarinesi gestite dalla Curia, la più vicina a Chiusi della Verna e, la più ambita dai ragazzi, a Rocca Pietore in Marmolada, da anni purtroppo chiusa e inagibile.

Sono veramente tantissimi i ragazzi e le ragazze, oggi adulti, che hanno ricordi indelebili di quelle esperienze a Rocca Pietore dove hanno conosciuto e amato la montagna!

Sono nati poi anche centri estivi delle federazioni sportive, ricordo in particolare del Giuoco Calcio, con lo “Juve Summer Green” tenuto dal campione Antonio Cabrini, che raccoglieva iscritti da tutta Italia.

Molto significativa e di livello culturale altissimo l’esperienza del “Campus dislessia”, proposta dall’Università di San Marino e rivolto a ragazzi sammarinesi e italiani, sotto la guida del professor Giacomo Stella.

I Centri Estivi Statali sono nati a San Marino negli anni ’90 per garantire condizioni di accessibilità alle famiglie che durante l’estate non avevano la possibilità di tenere sempre a casa i propri figli per motivi di lavoro, o di affidarli ai nonni o altro.

Quindi i Centri Estivi non fanno parte della scuola dell’obbligo, ma nascono come servizio alle famiglie.

Negli anni, l’attenzione all’ organizzazione e agli scopi educativi dei Centri Estivi dello Stato è cresciuta.

Da anni gli educatori devono seguire corsi di formazione specifici riguardanti il primo soccorso e la sicurezza sui luoghi di lavoro, ma soprattutto corsi tenuti da professionisti in campo psico-pedagogico di alto livello, per garantire ai bambini esperienze educative e di socializzazione all’interno di contesti stimolanti e creativi, con un’attenzione particolare al rispetto reciproco e alla natura.

Negli ultimi anni sono sorti diversi centri estivi privati, che offrono a bambini e ragazzi esperienze specifiche sia di tipo sportivo (calcio, tennis, basket, trekking, vela, bicicletta, ecc…) che di tipo culturale e ricreativo (lingue straniere, teatro, musica, danza, yoga, ecc…).

Questa varietà di offerta è sicuramente molto positiva, in quanto le famiglie possono scegliere e soprattutto diversificare le esperienze che i figli potranno fare, uscendo anche dall’ambiente scolastico che hanno vissuto durante tutto l’anno.

Inoltre questi centri estivi privati rappresentano una possibilità di lavoro per i giovani che si vogliano mettere in gioco in prima persona, in una organizzazione diversa da quella dello Stato.

L’offerta diversificata che è stata presentata negli ultimi anni è stata ben accolta dalle famiglie, tanto che la frequenza nei Centri Estivi dello Stato è passata da una media di 70 bambini al giorno a 30/40, quindi la frequenza è dimezzata.

Questa situazione indica un alto gradimento delle famiglie verso proposte diversificate, e l’organizzazione dei Centri Statali per l’estate 2018 tiene conto anche di questa emergenza, tanto che sono stati inseriti per i bambini dell’Infanzia e delle elementari centri estivi di “Let’s Music”, organizzati dall’Istituto Musicale sammarinese e per ragazzi delle Elementari e Medie il “Summer Camp” di lingua Inglese.

Questo dimezzamento delle frequenze, ha necessariamente portato il Dipartimento Istruzione a rivedere i costi e la distribuzione sul territorio dei centri, puntando sempre con grande attenzione alla qualità dell’offerta.

Per quanto riguarda la spesa, in un Centro estivo serve una sede, che ha delle spese di utenza, serve il personale di servizio che è quantificabile al minimo con 2 cuochi (uno da solo per motivi di sicurezza non può lavorare) e due bidelli, poi ci sono gli educatori, che come minimo, in un centro a 6 ore di apertura, devono essere 3. In totale 7 persone per un gruppo che deve raggiungere almeno le 25 iscrizioni, altrimenti non è sostenibile! Lo scorso anno alcuni turni hanno avuto una frequenza media molto bassa di iscritti, tutto questo va considerato in un servizio che non è essenziale e obbligatorio.

Per la scuola dell’Infanzia i Centri Estivi previsti per l’estate 2018 sono: 2 con apertura per 10 ore (dalle 8 alle 18) a Cailungo e a Serravalle, 4 con apertura a 6 ore (dalle 8 alle 14,45) a Murata, Falciano, Acquaviva e Montegiardino e inoltre “Lets Music” dell’Istituto Musicale dal 18 giugno al 13 luglio presso la sede della scuola infanzia di Città.

Per la scuola Elementare i Centri Estivi previsti per l’estate 2018 sono: 2 con apertura per 10 ore (dalle 8 alle 18) a Cailungo e a Dogana, 3 con apertura a 6 ore (dalle 8 alle 14,45) a Murata, Acquaviva e Montegiardino, “Lets Music” dal 18 giugno al 13 luglio presso la scuola infanzia di Città, “Summer Camp” dal 18 giugno al 13 luglio nella scuola elementare di Domagnano, aperto anche ai ragazzi delle medie.

Considerando le dimensioni del nostro territorio che è di soli 61 km quadrati e le ridotte distanze fra i centri abitati raggiungibili in 5/10 minuti, non mi sembra davvero che la situazione sia così tragica come qualcuno l’ha dipinta, anzi direi che la proposta per i centri estivi statali 2018 è una buona proposta, di qualità, sostenibile e garantisce l’accessibilità a tutte le famiglie che ne hanno bisogno!

Grazie Eccellenza!

 

Marina Lazzarini