Eccellenze, colleghi consiglieri,

qualche considerazione desidero farla anche io sui 56 giorni di Capuano, tanti sono quelli intercorsi dal 27 settembre, quando arrivammo al gradimento dopo lungo dibattito. 56 giorni benchè il relativo Statuto preveda per il Direttore Generale una durata nella carica di 6 anni e per il Presidente di 5 anni. Negli ultimi 8/9 anni si sono succeduti 5 Presidenti e 4 Direttori Generali (di tutti questi solo il dott. Capuano è stato nominato dal presente esecutivo). Questo avvicendamento nelle cariche, testimonia le difficoltà e le complessità, nel bene e nel male, di gestire un settore strategico come quello bancario.

Prima di ritornare sull’oggetto specifico del Comma partirò dal servizio televisivo andato in onda su Canale 5 lo scorso weekend perché questo evento e le dimissioni del dott. Capuano sono temporalmente collegati. L’attacco, perché di attacco esterno si è trattato, ha utilizzato il solito ma purtroppo efficace schema per diffondere dati falsi su San Marino al fine di incrementare le difficoltà che già si stanno attraversando e per le quali si sta con fatica lavorando: 1) si confeziona un servizio basato su dati allarmanti, 2) si utilizza un media conosciuto e autorevole che fa il lancio 3) si rimbalza la notizia su altri media autorevoli e la notizia risulta vera con tutto il suo carico di conseguenze. E spesso a nulla valgono le post verità, che sono molto meno influenti nell’orientare la pubblica opinione rispetto agli appelli all’emotività e alle convinzioni personali. Così funzionano certi meccanismi della comunicazione.

Non possiamo di certo sapere chi è il mandante, perché si scenderebbe in un complottismo che non serve. Qualcuno che vuole affossare e prendere il controllo di San Marino? Qualcuno che ha l’interesse di rendere ancora più difficile il nostro percorso per rilanciare il settore creditizio? Di sicuro, però, si può dire che sono organizzazioni che vogliono mettere San Marino in ulteriore difficoltà usando dati falsi e raggiungendo il vero obiettivo che è quello di spargere la paura e uccidere la fiducia. Il momento scelto, poi, si affianca alla già negativa notizia di Capuano, amplificando l’effetto.

Quella che viene ad essere distrutta, purtroppo, è la fiducia nel Paese, nella sua economia, nel suo sistema bancario. E così: investitori che non vengono, risparmiatori che fuggono e soprattutto paura tra i nostri cittadini.

Peccato che si sia immediatamente colta l’occasione per strumentalizzare e calcare la mano sulle notizie diffuse da Canale 5 perché, per far ripartire l’economia, serve prima di ogni cosa quel capitale INTANGIBILE rappresentato dalla fiducia, a maggior ragione per il settore del credito, salvadanaio dei risparmi dei cittadini.

A chi ci accusa di venire in aula a fare le vittime e a piangere per le “condizioni” sistemiche del sistema economico e giuridico dicendo che siamo incapaci di gestire le situazioni e le soluzioni io rispondo che nessuno può permettersi di semplificare e banalizzare un problema così complesso come la crisi che stiamo attraversando. Figlia di una serie di eventi che partono da più di 10 anni fa tra i quali problemi derivanti dalla globalizzazione, mala gestione, concessione spregiudicata del rischio, crisi economica generale. Serve tempo, analisi, soluzioni strutturate. Ogni risposta semplicistica, al di là di un eventuale sollievo, potrebbe qualificarsi solamente come un peggioramento delle condizioni della crisi. Qui nessuno viene a piangere, qui si vengono ad illustrare iniziative e cercare soluzioni

Senza addentrarmi nei dettagli delle dimissioni di Capuano, cui apprendiamo dalla relazione del Segretario Celli fossero state condivise, vorrei schematizzare le linee di azione dell’intervento del Governo sul settore bancario e, più in generale, il complessivo progetto Paese. Sono 3 gli aspetti principali sui quali mi soffermo:

  • L’intervento sulle ENTRATE deve trovare la sua direttrice principale nella ricerca di una nuova struttura di entrate basato non solo sulla fiscalità ma anche e soprattutto l’incremento delle stesse attraverso la creazione di condizioni che rendano possibile il rafforzamento delle imprese interne e l’arrivo di investitori esterni. L’incremento delle entrate deve sostenere lo stato sociale, l’occupazione e gli investimenti dello Stato. Deve inoltre permettere la copertura di posizioni di debito sia per la parte interessi che per quella inerente il rimborso del capitale. In questo senso possono essere visti gli interventi del PRG, delle TLC e, pur in una sua fase iniziale, anche la legge sviluppo.

  • L’intervento sulle USCITE, basato su risparmi e taglio di sprechi, deve essere perseguito in ogni forma.

  • Il piano di intervento sulle BANCHE, del quale abbiamo già parlato innumerevoli volte, prevede alcuni passaggi ineludibili alcuni già in corso e prima tra tutte, concordata con dott. Capuano, il superamento dell’attuale incertezza del settore bancario e finanziario, con iniziative da mettere in campo subito così da dare fiducia al settore. La stabilizzazione del settore bancario deve essere un rapporto positivo tra BCSM – aziende di credito.

  • definitivo allineamento con le normative internazionali in materia e completamento delle regole di vigilanza prudenziale salvaguardando l’autonomia delle varie funzioni;

  • rilancio del comparto bancario e finanziario quale settore fondamentale per lo sviluppo dell’economia, accanto al risanamento del bilancio pubblico e allo sviluppo del settore imprenditoriale; non si costruisce dall’oggi al domani un settore così importante ma sappiamo bene cosa non vogliamo: una piazza finanziaria dematerializzata, spersonalizzata, tossica, senza umanità, senza regole.

  • trasformazione della Cassa di Risparmio in banca di sistema con rinnovamento della governance e suo rilancio con un piano che permetta allo Stato di avere delle entrate;

  • ristrutturazione dei bilanci delle banche con sistemazione degli NPL della Cassa e di altre eventuali banche, con la creazione di una cosiddetta bad-bank pubblica, dove il fattore pubblico dà innumerevoli possibilità sulle quali non mi dilungo ma per le quali si devono evitare in ogni modo interventi di soggetti che prendano parte ai profitti di questa attività di recupero.

Queste erano le linee concordate con il dott. Capuano, queste sono le linee che riconfermiamo ancora oggi e sulla base delle quali si procederà alla ricerca di una nuova governance di Banca Centrale in tempi brevi perché è tempo, anzi siamo oltre il tempo, per il nostro paese, di ripartire.