Intervengo brevemente su questa seconda lettura del bilancio di previsione.

Come ho avuto modo di dire durante la prima lettura, tre sono le parole chiave della Relazione e nel progetto di legge: SOSTENIBILITÀ, EQUITÀ e SVILUPPO ECONOMICO.

Il pareggio è un obiettivo strategico, un obiettivo strategico ora, adesso; dai prossimi anni si deve puntare, si deve lavorare per un avanzo di bilancio. Il pareggio è strategico perché garantire la sostenibilità da una parte e ripristinare le riserve di liquidità dello Stato dall’altra, con il conseguente contenimento della spesa pubblica, significa rendere il nostro Paese più solido. E solidità significa ripresa, significa crescita.

E quando si parla di contenimento della spesa pubblica, si parla dell’opportunità della Pubblica Amministrazione di cambiare passo, di rendere la nostra PA efficiente ed efficace a 360 gradi. Significa sviluppo economico perché sì, una PA che funziona è di per sé motivo di crescita economica.

Lo ricordava anche il Collega Muratori: le soluzioni proposte dal Governo e dalla Maggioranza hanno lo scopo di mettere al sicuro le casse dello Stato attraverso: 1. riduzione della spesa pubblica; 2. lotta all’evasione fiscale; 3. revisione appunto della spesa pubblica attraverso una redistribuzione gli investimenti in maniera più equa, ovvero le riforme strutturali, come la riforma previdenziale, l’imposta sul valore aggiunto e l’ICEE che hanno come obiettivo l’equità.

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Poi, lo sviluppo economico: sviluppo economico che da una parte sono le riforme di sistema, che aiutano tutto il sistema Paese- le fondamenta per intenderci da cui poter ripartire, i nuovi strumenti-, dall’altro sono gli strumenti abilitanti, come le telecomunicazioni, la semplificazione, la facilità dell’accesso al credito e le infrastrutture.

Qualcuno prima di me ha detto: “Prendetevi la responsabilità di fare proposte”. Noi – come Governo e come Maggioranza – le proposte le facciamo, i progetti idem. Le scelte non sono semplici, non sono ovvie, ma ci prendiamo la responsabilità di ciò che scriviamo, diciamo e facciamo, sempre.

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Deve essere chiara una cosa: i correttivi, i mezzi correttivi non sono più sufficienti. Con i mezzi correttivi siamo arrivati dove siamo adesso, nel bene e nel male.

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Vanessa D’Ambrosio