Sebbene le preoccupazioni sullo stato del sistema finanziario siano diffuse, molto diversi sono i livelli di analisi e la conoscenza delle problematiche. Ad esempio non c’è consapevolezza delle potenzialità di recupero dei crediti quali ad esempio quelli di Delta, dividendosi fra chi li ritiene esigibili e chi invece purtroppo sa che ne diventa sempre più difficile il recupero anche parziale. Il caso Delta, un vero e proprio attentato subito dal nostro Stato a partire dal 2008/2009 senza che ci sia stata una reazione all’altezza del compito di difesa. Dispiace l’atteggiamento delle opposizioni che di fronte al peso della responsabilità di interventi tesi a salvare il Paese preferiscono abbandonare l’aula del Consiglio Grande e Generale. La situazione è difficile e i provvedimenti non possono che essere straordinari, a volte da adottare in tempi rapidissimi. In questa direzione sono andati i decreti approvati nel Consiglio di luglio col fine di generare piene garanzie per i risparmiatori che rischiavano di vedere andare in fumo il loro patrimonio. Il provvedimento approvato martedì invece aiuta a risolvere due gravi problemi: liquidità e rigenerazione del patrimonio. Le proposte sono esplicitate in modo diretto dal Decreto n°87 poiché danno la possibilità a Banca Centrale di diventare prestatore di ultima istanza del sistema. Non avrà certo la capacità della Banca Centrale Europea che può stampare moneta, ma Banca Centrale può mettere a disposizione del sistema una cifra importante e sufficiente a superare qualsiasi stress dovesse verificarsi. Il secondo grande tema è quello del rafforzamento del patrimonio delle singole banche, evitando il più possibile le strade del debito estero anche se personalmente credo che ciò non rappresenti il vero problema, caso mai occorre essere pronti con un progetto che preveda il ripianamento della quota interessi e capitale. Su questo obiettivo è bene che ci prepariamo, non facciamoci trovare senza un progetto nel momento in cui ci troveremo a collocare i titoli del debito pubblico. Un progetto credibile e leggibile a livello internazionale che possa esso stesso rappresentare il grado di affidabilità del sistema Paese. Nel frattempo con la trasformazione di credito imposta in obbligazioni, che modifica di fatto la struttura del debito pubblico senza aggravarlo, si aiutano le banche a ripatrimonializzarsi. Molto positivo in questo caso il suggerimento giunto dal Psd che ha proposta di rendere obbligatoria la cessione allo Stato dei crediti non performanti per quelle banche che intendono accedere ai progetti di riconversione dei crediti di imposta. Questo è il modo per iniziare a costituire la bad bank pubblica che potrà finalmente beneficiare della gestione degli Npl.