L’ambiente non è un bene inesauribile, soprattutto per un micro-stato come la Repubblica di San Marino.

Occorre instaurare un patto fra le generazioni di oggi e di domani, da concretizzarsi attraverso un approccio culturale in grado di interpretare la trasversalità delle questioni ambientali. Il tema è multidisciplinare e l’Amministrazione Pubblica deve svolgere un ruolo guida in termini culturali e di investimenti.

Il concetto di “economia circolare” a sostegno di una crescita sostenibile è un fattore da applicare a livello sistemico, da sviluppare secondo le indicazioni dell’Unione Europea, sostenendo quegli interventi che consentano di conseguire un “doppio dividendo”, favorendo l’occupazione e nel contempo riducendo l’inquinamento (come la raccolta porta a porta dei rifiuti, gli interventi di efficientamento energetico degli immobili, la mobilità sostenibile, la produzione e commercializzazione di prodotti eco-efficienti, le produzioni biologiche).

Come?

Spostando gradualmente la fiscalità dal lavoro all’inquinamento, in modo da incentivare gli aspetti positivi, come l’occupazione, a scapito di quelli negativi, come l’inquinamento e il degrado ambientale.

Acqua, aria, energia e rifiuti, intesi nel concetto di reperimento, produzione e gestione sono elementi chiave per affermare compiutamente la sovranità della Repubblica di San Marino, secondo i criteri di responsabilità, consapevolezza e armonia, in base alle disposizioni che l’UE fonda sui principi della precauzione, dell’azione preventiva e della correzione alla fonte dei danni causati dall’inquinamento, nonché sul principio “chi inquina paga”, sottoscritti da San Marino in diversi accordi internazionali, ultimo la convenzione quadro sui cambiamenti climatici Cop 21, firmata a Parigi nel 2015.

Un obiettivo da perseguire – in ambito fonti rinnovabili o e tecnologie evolute che permettano alla Repubblica di avere una politica di piena sovranità nel settore. Questo obiettivo dovrà essere perseguito mediante una pianificazione graduale che porti la Repubblica in un congruo periodo di tempo a raggiungere un buon livello di autonomia, valutando i fattori economici, tecnici e ambientali.

Per noi è prioritario aumentare l’efficienza delle reti e degli immobili sia in ambito energetico che idrico, promuovendo progetti sperimentali ad alta innovazione.

L’acqua è una risorsa strategica da considerare anche in prospettiva nel contesto geografico in cui è inserita la Repubblica di San Marino e nell’andamento demografico del Paese nei prossimi decenni.

La “mobilità sostenibile” rappresenta il futuro del pianeta e su questo tema sono stati attivati proficui approfondimenti con soggetti pubblici e privati che hanno avanzato proposte molto interessanti.

Il settore pubblico deve dare il buon esempio con un parco auto completamente elettrico e introdurre incentivi fiscali per sostenere l’acquisto di automezzi ecologici da parte dei cittadini.

In un fazzoletto di terra qual è la nostra Repubblica dobbiamo puntare sulla qualità e genuinità dei frutti della terra. È fondamentale prima di tutto adeguare le norme a quelle internazionali sull’agricoltura biologica e creare le condizioni per una filiera di prodotti bio “made in San Marino”.

Visto che il governo uscente non è riuscito in 4 anni nemmeno a espandere la raccolta dei rifiuti col sistema porta a porta su tutto il territorio, pare ancor più evidente la necessità e l’urgenza del cambiamento.

Adesso.sm

San Marino, 28 novembre 2016