Eccellenze, colleghi Consiglieri,

parlare delle linee di indirizzo del Piano Regolatore Generale significa sostanzialmente parlare del più forte e importante strumento di programmazione economica del territorio. Dopo 25 anni abbiamo la possibilità di parlare delle opere pubbliche a servizio dell’intera società e delle opere a cura dei privati che immaginiamo sul territorio della Repubblica nei prossimi anni, fino al 2013, ci ha specificato il segretario. Il PRG non deve essere il libro dei sogni, deve essere una concreta San Marino del futuro con una visione ben precisa.

Il Piano Regolatore Generale, è un forte strumento di contenuto politico e sociale, che parte da tutta una serie di caratteristiche del Paese e anche noi dobbiamo partire da qui nei nostri contributi: caratteri dell’ambiente naturale, prospettive ed di crescita demografiche e analisi della popolazione, elementi del settore produttivo ed economico, stato e dotazione minima dei servizi, patrimonio edilizio e artistico esistente, sistema infrastrutturale e viario. Come ha ampiamente illustrato il Segretario di Stato Michelotti, è in atto su questa materia una collaborazione con un gruppo di professionisti coordinati dallo studio Boeri, che da tempo sta analizzando tutte le caratteristiche anzidette e ha proceduto con una prima proposta di un progetto di PRG a misura della nostra piccola Repubblica. Siamo in una fase in cui è in corso un amplissimo confronto con tutte le realtà della Repubblica ed è indispensabile, come si sta facendo, che tutti i cittadini e tutte le organizzazioni, oltre alle istituzioni, vengano raggiunti ed invitati a condividere il progetto.

Il Giardino d’Europa, come lo chiama Boeri o LA VERDE VISION di San Marino per definirla in modo più poetico è il primo punto del progetto sul quale si ritiene importante soffermarsi. Un verde che deve essere adattato alle peculiarità delle differenti aree di San Marino. Un verde che deve ricucire tutto il tessuto urbano del Paese in modo tale che ogni zona possa esserne esaltata; in questo settore è indispensabile individuare le connessioni tra il verde urbano e il territorio agricolo e boschivo circostante e provvedere a inserire dei percorsi ambientali di connessione tra i vari sistemi dalla zona montana a quella collineare. Il verde del centro storico e del turismo viene declinato nella strutturazione/ristrutturazioni e poi collegamento di quei 98 km di sentieri ciclo pedonali fruibili non solo dai visitatori ma anche dai cittadini e avrà ovviamente caratteristiche differenti dal verde all’interno dei castelli e fra i vari castelli, un verde da vivere attivamente da tutti i suoi abitanti: anziani, bambini, famiglie.

VOGLIAMO UNA SAN MARINO AUTONOMA IN CAMPO energetico, e più in generale delle risorse, a partire da quella idrica. Anche questo è un tema sul quale si dibatte perché San Marino è un piccolo territorio sul quale siamo in grado di fare innovativi investimenti in questo senso e sarebbe importante fare di San Marino una Repubblica all’avanguardia, considerando anche le prospettive energetiche dei prossimi anni e l’importanza di rendersi autonoma dalla dipendenza di fonti di energia esterne. Fanno parte integrante di questo aspetto anche il miglioramento dell’approvvigionamento idrico della Repubblica (consumo e riutilizzo dell’acqua attraverso inserimento di criteri nelle nuove costruzioni in tal senso) e quello dello smaltimento dei rifiuti, sul quale occorre procedere, anche in questo caso, verso una politica di rifiuti zero e il completamento della raccolta porta a porta.

UNA SAN MARINO CON UNA MOBILITA’ PIU’ SOSTENIBILE

Oggi San Marino, anche per la sua conformazione territoriale, è raggiungibile e percorribile quasi esclusivamente tramite veicoli su gomma, se escludiamo i gruppi di ciclisti che quasi quotidianamente vengono a raggiungere le nostre torri.

Sotto questo aspetto mi sento di sottolineare che l’intervento più importante e urgente, sul quale da anni stiamo dibattendo, è il miglioramento del sistema viario e dei collegamenti all’interno del territorio e con le zone che attorniano la Repubblica e in particolare con il comune di Rimini. Tutti gli studi effettuati negli anni 2000 sul progetto di sviluppo di San Marino da parte dei maggiori gruppi specializzati in tal senso e a cui furono commissionate analisi (Mc Kinsey, Ambrosetti, ecc.) hanno rilevato immediatamente che il collegamento con le zone attorno a San Marino fosse poco razionale e comodo e soprattutto che la superstrada Rimini – San Marino, (8 semafori in poco più di 10 km), fosse assolutamente poco incentivante sia da un punto di vista turistico che da un punto di vista imprenditoriale. Nelle giornate e negli orari di maggiore traffico il flusso degli autoveicoli sulla superstrada rende arduo, o meglio semplicemente molto dispendioso per quanto riguarda la risorsa tempo, lo spostamento rapido ed agevole da San Marino o verso San Marino. Eppure, ricordiamolo, la superstrada dovrebbe essere una via a veloce scorrimento perché va a collegare uno STATO. Il Comune di Rimini, che in molti settori non può essere preso ad esempio visto che la speculazione selvaggia degli anni 70 e 80 ha fatto coniare e inserire nel vocabolario la parola riminizzazione, che pure risulta molto trafficato a livello turistico soprattutto in certi periodi, ci ha dimostrato in questi ultimi anni che passi in avanti possono essere fatti e, con l’eliminazione dei semafori in quasi tutto il centro storico, che è possibile procedere ad interventi di miglioramento strutturale anche su un tessuto urbano fortemente permeato da insediamenti urbani e turistici; per non parlare dei corposi lavori in corso per il rinnovo della rete fognaria. E’ indispensabile che San Marino proceda parimenti a migliorare i collegamenti con il territorio circostante, vista anche la sua vocazione fortemente turistica.

VOCAZIONE TURISTICA DI SAN MARINO

San Marino può e deve variare l’offerta turistica cercando di proporre modelli di turismo che implementino quello odierno aggiungendo anche quello improntato ad un approccio, responsabile e sostenibile verso i luoghi da visitare, rispettandoli, scoprendoli, un modello più lento, dice Boeri, slow tourism. E’ importante offrire la possibilità di un turismo più stanziale che potrebbe essere guidato qui con diverse iniziative sulle quali si parla da tempo: organizzazione di mostre importanti (è comprovato che esiste uno specifico turismo itinerante di diverse centinaia di migliaia di persone legato alle mostre di qualità in giro per l’Italia e anche per l’Europa) e di turismo congressuale, ma anche l’incentivazione di un turismo escursionistico più verde e a contatto con la natura, con la costruzione di una rete di sentieri ciclopedonali che dal centro storico diano la possibilità di collegare anche tutte le zone circostante, nonché i territori vicini a San Marino quali ad esempio la Valmarecchia e la Valconca, che negli ultimi anni hanno avviato progetti di riqualificazione dei sentieri appenninici con valido indotto attorno a questi; il modello di non può ovviamente fare a meno dello slow-food, con una offerta che può andare validamente a completare quella dei vicini territorio della Romagna e delle Marche. Molto importante sarebbe anche rivalorizzare e riscoprire il settore dell’artigianato artistico, con laboratori e visite guidate indirizzate anche alle scuole. (lavoro per i giovani)

E’ inoltre importante, inoltre, procedere ad una rivitalizzazione del centro storico, proponendo servizi per i residenti oggi quasi del tutto assenti; un buon aiuto in questo senso potrebbe essere lo sviluppo di ogni sinergia possibile con l’Università degli Studi e gli studenti.

UNA SAN MARINO ARMONICA NELLO SVILUPPO EDILIZIO

Infine, nel ringraziare il Segretario Michelotti per l’ampia trattazione che ha portato in aula e che ha permesso di capire come si è arrivati ai giorni nostri con l’attuale tessuto urbano e edile, devo inoltre fare presente che l’edilizia, infine, non può che essere declinata alla crescita sostenibile e soprattutto alla ristrutturazione e alla riqualificazione dell’esistente, circoscrivendo la nuova edificabilità all’interno di un complesso di norme precise che armonizzino, limitino e delimitino tutto il nuovo ai principi che ispirano il nuovo PRG di San Marino. Diamo ai cittadini e ai nostri visitatori un paese sano e soprattutto, per riprendere il messaggio del Segretario Michelotti, colleghiamolo in futuro ad un Testo unico che permetta di mettere il paese al riparo dalle colate di cemento selvagge, dalla presenza invasiva della politica e dai “furbetti del quartierino” e delle fioriere, aggiungo io.